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Noemi Durini, Paola Grauso di Chi l’ha visto si difende: “Fatto solo il mio dovere”

Noemi Durini, Paola Grauso di Chi l'ha visto si difende: "Fatto solo il mio dovere"

Noemi Durini, Paola Grauso di Chi l’ha visto si difende: “Fatto solo il mio dovere”

ROMA – “Ho fatto semplicemente il mio lavoro” dice Paola Grauso, la giornalista di Chi l’ha visto che ha intervistato i genitori del fidanzato di Noemi Durini,  la sedicenne di Specchia (in provincia di Lecce) trovata morta in un campo nei pressi di Castrignano del Capo. Durante l’intervista era arrivata la notizia del confessione del ragazzo.

Racconta la giornalista:

Io vado in questa casa per vedere se c’è qualche arresto, visto che dalla sera prima si parlava di indagati, forse arrestati. C’era confusione. Trovo i genitori del ragazzo fuori che, con mia sorpresa devo dire, mi dicono ‘Oh signora venga dentro che le raccontiamo la nostra versione dei fatti’. Io sono entrata con la mia troupe e loro erano consenzienti e contenti. Inizio a registrare e loro mi raccontano. È durata 40 minuti, non gli 11 che sono andati in onda. Abbiamo fatto un lavoro di pulizia e questa è deontologia giornalistica e lo sottolineo. Abbiamo levato tutti gli insulti pesantissimi che quest’uomo ha rivolto verso Noemi, una ragazzina di 16 anni che era scomparsa con una probabilità alta che fosse morta. Dopo 30 minuti di improperi pesantissimi arrivano le comunicazioni da parte della redazione. Il telefono squilla insistentemente, all’inizio non rispondo perché sto facendo l’intervista. Poi vado a vedere e apprendo che la ragazza è stata trovata morta e che il ragazzo ha confessato. In quel momento, il padre mi continuava a dire ‘Mio figlio è la vittima, è stato manipolato dalla ragazza, ha tanto sofferto e non le avrebbe mai fatto male, vedrete che non c’entra niente’. A quel punto gli ho dovuto dire ‘Scusate ma qui mi arriva una notizia che è l’opposto ed è una notizia certa.

E ancora:

Poi arriva la notizia che quest’uomo è indagato per aver aiutato il figlio ad occultare il cadavere… è sospettato di questo. Se ciò fosse vero, sapeva già cosa era successo alla ragazza e cosa aveva fatto il figlio. Al momento della discussione tra di noi e degli insulti, lui era già al corrente e ciò è ben più grave.

Poi conclude:

Questo è un documento, quello che si vede non è più il dolore perché apprendono che la ragazza era morta, è il dolore perché il figlio è andato a confessare. Loro già sapevano che il figlio aveva ammazzato Noemi.

 

 

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