Pagina99: debutta in edicola il “Sole 24 Ore di sinistra”

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 11 Febbraio 2014 20:44 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 11:52
Pagina99: debutta in edicola il "Sole 24 Ore di sinistra"

La prima pagina del primo numero di “Pagina99”

ROMA – Un nuovo giornale ha fatto il suo debutto in edicola: si chiama Pagina99 ed oggi, 11 febbraio 2014, è uscito il suo primo numero. A volergli proprio appiccare un’etichetta, lo si potrebbe definire un “Sole 24 Ore di sinistra”.

Sole 24 Ore perché il colore delle pagine è salmone – lo stesso “di quei pesci che vanno controcorrente”, spiega la redazione – come quello del giornale di Confindustria e di autorevoli quotidiani economici (vedi Financial Times). L’impostazione che si è dato Pagina99, infatti, è quella di leggere l’attualità attraverso l’economia e la cultura.

“Di sinistra” perché quel 99 sta per il 99% che Occupy Wall Street ha contrapposto all’1% di chi governa e possiede il mondo. Non è l’unica ragione del numero 99: le hanno spiegate tutte in un libretto scaricabile online. Un’altra – per esempio – è il test per capire se comprare un libro che suggeriva lo scrittore inglese Ford Madox Ford: “Apri il libro a pagina 99 e leggi: ti verrà svelata la qualità di tutto il testo”.

Pagina99 si affaccia nel mondo della carta stampata in un momento difficilissimo per tutto il settore dell’editoria con un prezzo di 1,50 euro e una foliazione di 16 pagine, che il sabato diventeranno 56 “per un’edizione week-end che vi darà da leggere per tutto il fine settimana (e che infatti resterà in edicola anche la domenica)”. Non ci sarà, almeno inizialmente, un’edizione del lunedì. Si legge sul sito del nuovo quotidiano:

“Pagina99 è finanziato da Finam Media, società fondata da Emanuele Bevilacqua, giornalista, editore, fino al 2013 amministratore delegato di Internazionale; Mario Cuccia, manager con lunga esperienza nel settore bancario e assicurativo; Guido Paolo Gamucci, investitore privato molto impegnato nel finanziamento delle start up in rete. Il sistema prevede quattro canali: a) un sito web che fornirà gli
 aggiornamenti e gli approfondimenti in un nastro continuo, b) un quotidiano cartaceo dal martedì al venerdì con una foliazione agile di 16 pagine, c) un’edizione weekend al sabato di 56 pagine d) un’edizione per tablet e smartphone. Pagina99 utilizzerà l’economia e la cultura come filtro per leggere l’attualità e le notizie. Concentrerà le sue inchieste sulle rendite, le lobby, le 
disuguaglianze e tutti quei fattori che frenano sviluppo, creatività e 
redistribuzione e più in generale cristallizzano una società sempre
 meno democratica e sempre meno giusta; lancerà una gara di idee su 
quel che si può fare per rompere l’immobilismo italiano a tutti i
 livelli; aprirà le sue pagine al mondo con curiosità e profondità. Il 
tutto con la partecipazione di una community che speriamo vastissima,
 e che cominciamo a costruire qui, a piccoli passi.

Pagina99 è diretto da Emanuele Bevilacqua, Roberta Carlini e Jacopo Barigazzi”

Ipse.com ha tracciato un profilo completo della redazione e della società editoriale di Pagina99:

Bevilacqua, socio di minoranza della Finam Media, è stato amministratore delegato del Manifesto e poi del settimanale Internazionale, incarico che ha lasciato nel 2013. 60 anni, salernitano, un diploma in giornalismo all’università di Urbino nel 1977 e un master in business management alla California University nel 1986, ha lavorato come manager al Gruppo Espresso e alla Giunti, contribuendo alla progettazione di diversi periodici, tra cui Darwin, Limes, Il Giudizio Universale, Colors, Micromega. Insegna marketing dei media all’università di Lugano ed è autore di diversi libri, di cui tre su Kerouch e la beat generation, la sua grande passione: Beat & Be Bop, Album Beat e Estate di Yul.

Roberta Carlini, giornalista economica, è stata condirettore del Manifesto dal 1998 al 2003; dal 2004 collabora con l’Espresso e con diverse altre riviste. Ha partecipato alla nascita di due web magazine, Sbilanciamoci.info e inGenere.it, e ha scritto alcuni libri, l’ultimo pubblicato nel 2012 da Laterza, L’economia del noi, dedicato all’economia solidale.

Jacopo Barigazzi, anche lui giornalista economico, ha lavorato alla Reuters e all’Adnkronos e collaborato con il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Newsweek, ma soprattutto è stato tra i fondatori (e caporedattore) di Linkiesta. Ha collaborato anche con VeDrò, il pensatoio trasversale promosso da Enrico Letta.

Mario Cuccia non è parente dell’Enrico fondatore di Mediobanca, ma proviene anche lui dal modo bancario e finanziario: è stato ai vertici di RasBank (gruppo Allianz) e di Banca Fideuram e ha lavorato nella multinazionale della consulenza McKinsey. In Finam Media investe a titolo personale.

In redazione ci sono molti giovani, di cui tre arrivati da Linkiesta assieme a Barigazzi: Nicolò Cavalli (economia), Lorenzo Dilena (economia) e Giuseppe Alberto Falci (politica). Dall’Espresso arriva Domenico Lusi, dal Fatto Quotidiano Marco Filoni (cultura), dal Manifesto Marina Forti e Francesco Paternò, da Europa Cristiana Raffa; ci sono poi Giorgio Casadio (ex Repubblica), Enrico Pedemonte (ex Espresso), Astrit Dakli (già corrispondente da Mosca del Manifesto) e il caporedattore Martino Mazzonis (che ha collaborato come freelance per diversi quotidiani italiani dagli Usa). Tra le firme da segnalare anche Alessandro Robecchi, già direttore dei programmi di radio Popolare (dove curava la storica rubrica satirica ‘Piovono pietre’), che collabora anche con il Fatto”.

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