Pier Silvio Berlusconi: “Pubblicità Mediaset +3% a luglio”. Dopo 22 mesi negativi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Luglio 2013 12:20 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2013 12:34
Pier Silvio Berlusconi: “Pubblicità Mediaset +3% a luglio”. Dopo 22 mesi negativi

Pier Silvio Berlusconi: “Pubblicità Mediaset +3% a luglio”. Dopo 22 mesi negativi (LaPresse)

MILANO – Pier Silvio Berlusconi ha annunciato che “dopo 22 mesi di segno negativo, la raccolta pubblicitaria di Mediaset registrerà, finalmente, un segno positivo a luglio (+3%, ndr) e probabilmente anche ad agosto”. Un dato reso pubblico dal vicepresidente di Mediaset alla presentazione dei palinsesti d’autunno delle reti televisive del gruppo di Cologno Monzese.

Un dato che però non è ancora confermato da altre fonti. Si tratterebbe di una luce in fondo al tunnel, ma il tunnel è stato molto lungo: 22 mesi consecutivi di segno negativo. Anche il primo semestre 2013 ha registrato un calo del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma la Borsa vuole vederci rosa e il titolo Mediaset ha recuperato l’80% da gennaio.

Sullo sfondo, l’eterna guerra con Rupert Murdoch e un piano di tagli da 450 milioni di euro. Scrive Simone Filippetti sul Sole 24 Ore:

“Ce ne vogliono di rialzi, anche solo per recuperare il tonfo degli ultimi due anni: all’inizio della crisi il mercato pubblicitario era una torta da 9,5 miliardi di euro. Oggi siamo a 7 miliardi. Per strada si sono persi oltre due miliardi. Ma la sorpresa di luglio a casa Mediaset potrebbe almeno essere il segno di una stabilizzazione. E un segnale incoraggiante per tutto il mercato. Tanto basta per infiammare la Borsa: già reduce da un rally che ha dell’incredibile (+80% da inizio anno), ieri Mediaset correva del 4,55% a un soffio dalla soglia dei 3 euro (che non si vedeva da due anni). Anche perché la raccolta di luglio è “pulita”: non c’è nemmeno un effetto ottico (gli Europei del 2012 che Mediaset non trasmetteva, erano già finiti a luglio).

Per i media è un’economia di guerra. E ora per la prima volta da quasi due anni, gli inserzionisti tornano a fare capolino. Nel frattempo tv e giornali hanno pagato un conto salatissimo: Mediaset ha chiuso per la prima volta nella sua storia in rosso, con una perdita monstre di 235 milioni l’anno scorso. […]

In un clima del genere non è più tempo per le faide e i nemici possono diventare alleati. E così da tempo con l’arci-rivale Rupert Murdoch c’è un clima di disgelo. Il banco di prova sarà la Spagna, unico paese europeo dove Newscorp è assente e dove vorrebbe entrare comprando Digital+. Sul canale, però, Mediaset ha un diritto di prelazione e di veto. Berlusconi farà un favore allo «Squalo»? Ieri Pier Silvio non si è sbilanciato, ma di sicuro Mediaset farà pesare il suo veto sul tavolo delle trattative”. […]
La strategia di Mediaset per uscire dalla crisi si muove su un doppio binario: primo tagliare i costi (450 milioni di euro a fine piano). Ma tagliare più di tanto non si può perché poi il palinsesto si impoverisce e di conseguenza cala l’audience”.

Ma oggi l’azienda, forte anche dei 56 milioni di contatti netti raggiunti ogni mese con il proprio sistema multipiattaforma, può ripartire, annunciando 2 miliardi di investimento nel prodotto nel 2013 e pigiando l’acceleratore sull’autoproduzione: è il “nuovo modello di tv” che vedrà le serate di produzione aumentare del 26% su Canale 5, dell’84% su Italia 1 e più che raddoppiarsi su Retequattro.

Alla ricerca di nuovi modelli di pubblicità, Mediaset lancerà nella seconda metà di settembre “All to one“, il nuovo break da un minuto, in onda in contemporanea sulle sette reti principali del gruppo ogni sera alle 21, con un ascolto potenziale da 10 milioni di telespettatori. “Non è la risposta a Carosello”, ha precisato, sottolineando che “sarebbe gravissimo se la Rai avesse abbassato i prezzi”.

A Natale invece il debutto di Infinity, la nuova offerta di 5.000 film e telefilm disponibili online su qualsiasi device senza i tradizionali vincoli di abbonamento.

Sul fronte Fininvest, Pier Silvio Berlusconi, che è consigliere di amministrazione di Mediobanca, non ha escluso la possibilità di una cessione della partecipazione del gruppo nell’istituto di piazzetta Cuccia: “Se la quota Fininvest in Mediobanca è strategica? Mi sembra eccessivo. Si tratta di una partecipazione importante. Ma di definito e assoluto non c’è niente. Vedremo”. Quanto alla distribuzione del dividendo ai soci, nonostante Fininvest abbia chiuso per la prima volta il bilancio in rosso, “è stata una prova di forza, di solidità e stabilità”.

Mediaset sta valutando la presentazione di un’offerta per le torri di Atlantia: “L’attività è interessante per EI Towers: non nego che unire le attività di EI Towers con una parte di Atlantia potrebbe avere un senso”, ha detto Pier Silvio Berlusconi. Quanto alla possibilità che Rupert Murdoch sia interessato in Spagna alla quota di maggioranza di Digital + oggi detenuta da Prisa, di cui è azionista anche Mediaset Espana, “prima di tutto Prisa deve decidere di vendere: abbiamo il diritto di prelazione e di veto, si vedrà”.