Privacy Apple e Facebook, il nuovo round: come e perché si è arrivati allo scontro

di Luca Viscardi
Pubblicato il 6 Aprile 2021 10:49 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2021 10:56
Privacy Apple e Facebook, il nuovo round: come e perché si è arrivati allo scontro

Privacy Apple e Facebook, il nuovo round: come e perché si è arrivati allo scontro

Oggi registriamo un nuovo round del duello a distanza tra Apple e Facebook dedicato alla privacy, con un’intervista che l’amministratore delegato dell’azienda che produce iPhone, Tim Cook, ha rilasciato al New York Times. Cerchiamo di capire i motivi per cui questo scontro tra le due aziende è così acceso.

Apple da qualche tempo è molto concentrata sulla privacy, argomento che ha trasformato in tema di marketing molto rilevante. In realtà questo è anche un elemento di sostanza nella filosofia con cui Apple produce i suoi software, perché non ritiene ‘ingerenza nelle abitudini dei suoi utenti e la registrazione dei loro comportamenti un dettaglio su cui costruire un business.

Apple e Facebook, il nodo dei motori di ricerca

Quando viene fatta una ricerca in Internet utilizzando Safari, l’applicazione con cui si naviga su iPhone, iPad e computer Mac, vengono trasmesse solo ed esclusivamente le informazioni indispensabili per ottenere una risposta dal server. Quando viene fatta la stessa operazione utilizzando la pagina di Google, viene trasmessa la posizione, che tipo di smartphone si sta utilizzando, oltre ad una serie di informazioni supplementari di cui gli utenti spesso non sono consapevoli.

Quando viene utilizzata la piattaforma Apple Maps per navigare, Apple non raccoglie mai l’identità di chi utilizza gli strumenti: ogni telefono ha un codice univoco, che però non è abbinato al nome e all’identità dell’utente. Apple sa che un determinato dispositivo con un determinato codice in un certo momento è nel cuore di Roma, ma non sa di chi sia quel telefono. Questo approccio va nella direzione contraria rispetto alle abitudini di Facebook e Google, il cui business invece è basato proprio sulla raccolta di dati di comportamento, combinati all’identità di una persona.

Perché si è accesa nuovamente la sfida Apple – Facebook?

Come ci racconta in queste ore MisterGadget.Tech, la nuova versione del software di iPhone, ormai prossima al rilascio, introdurrà una serie di restrizioni su ciò che le aziende possono tracciare all’interno di uno smartphone o di un tablet. Fino ad oggi, Facebook poteva ad esempio visionare quali altre applicazioni si utilizzano, per quanto tempo, addirittura in alcuni casi anche curiosare nella navigazione Internet di un utente, pur essendo questa fatta all’esterno dell’applicazione stessa.

Con iOS 14.5, questo il codice dell’aggiornamento in arrivo, tale comportamento non sarà più possibile. In primo luogo perché ci sarà una nuova etichetta della privacy con cui le aziende dovranno spiegare in modo palese, trasparente, più che comprensibile, quali informazioni raccolgono dai propri utenti. Oltre alle informazioni molto chiare sul tracciamento dei dati, verrà chiesto agli utenti di fornire un esplicito consenso perché una determinata
applicazione possa registrare i propri comportamenti durante l’utilizzo dello smartphone.

Sarà quindi indispensabile premere un pulsante e dare un’approvazione volontaria ad una domanda del tipo: vuoi che Facebook tracci le tue attività quando navighi in Internet? È evidente che un’altissima percentuale di utenti risponderà no. Dal management del social network è arrivata in un primo momento una risposta abbastanza scomposta, accusando Apple di danneggiare le attività locali e ridurre la loro capacità di promuovere il proprio business.

Poiché, probabilmente, questo argomento non ha attecchito molto, il social network ha poi parlato di un danno agli investitori, salvo poi virare negli ultimi giorni verso un approccio completamente diverso. L’amministratore delegato dell’azienda ha specificato qualche giorno fa che le restrizioni di Apple probabilmente spingeranno più utenti verso la vendita diretta all’interno dell’applicazione di Facebook e quindi questo si tradurrà in un vantaggio per il gigante dei social network. Solo il tempo ci dirà se questa versione è attendibile.

Cosa dice Tim Cook

L’intervista di oggi al New York Times risponde a molti di questi argomenti attraverso le parole dell’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, che non solo esprime stupore per la reazione scatenata da Facebook, ma chiude in modo tombale la discussione sostenendo che è difficile argomentare contro la privacy degli utenti.

A domanda: “Cosa risponde alle critiche di Facebook?”, la risposta è stata perentoria. ”All we’re doing, Kara, is giving the user the choice whether to be tracked or now. And I think it’s hard to argue against that. I’ve been shocked that there’s been pushback on this to this degree”. Tim Cook – New York times 5 aprile

All’amministratore delegato dell’azienda è stato chiesto anche se ritenga vero che le nuove opzioni di Apple danneggino il business di Facebook, ma su questo Tim Cook ha risposto in modo piuttosto netto. Non conosce le dinamiche interne del social network e il suo obiettivo è portare beneficio alla sua azienda, non a quella di altri.
Come sempre, ci affidiamo agli esperti per un parere equilibrato sull’argomento: più di una voce importante del segmento della tecnologia e dell’innovazione ritiene l’approccio di Apple al tema della privacy il migliore in campo digitale.

Proprio nelle ultime ore abbiamo scoperto che una falla nella sicurezza di Facebook ha comportato la violazione di dati di 533 milioni di utenti nel mondo, di cui 37 milioni sono italiani. Alla luce dell’ulteriore notizia su come Facebook difende i dati riservati di cui dispone, diventa ancora più rilevante avere certezze su che cosa sappia di noi e cosa faccia per tutelare queste informazioni.