Pubblicità istituzionale: perché i giornali online esclusi? Formiche.net intervista Santagata e Benedetto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2013 17:43 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2013 17:43
Pubblicità istituzionale: perché i giornali online esclusi? Formiche.net intervista Santagata e Benedetto

Pubblicità istituzionale: perché i giornali online esclusi? Formiche.net intervista Santagata e Benedetto

ROMA – Il sito Formiche.net ha condotto un’inchiesta sulla pubblicità istituzionale, 85 milioni di euro di inserzioni che ogni anno alimentano i bilanci dei giornali cartacei. Spiega Edoardo Petti:

“È il volume di risorse pubbliche derivante dalla “pubblicità istituzionale” delle amministrazioni regionali e territoriali. Bandi, avvisi, concorsi, iniziative culturali e turistiche di grande interesse che per una legge del 1987 devono essere diffusi sulla carta stampata.
Agevolata in forma rilevante – oltre ai finanziamenti statali alle testate politiche, di cooperative e fondazioni, e agli sgravi fiscali per l’acquisto di carta e le spedizioni postali – rispetto ai quotidiani on line: frontiera dell’informazione nel terzo millennio. Uno squilibrio, peraltro in conflitto con una legge del 2009 che prevede il trasferimento graduale della comunicazione degli atti degli enti locali sulla Rete”.

I giornali-web sono esclusi dal beneficio della pubblicità istituzionale, in un periodo in cui le testate online hanno sempre più lettori ma sempre scarse risorse per via della crisi generale del mercato pubblicitario, alimentata dalla prepotenza delle televisioni, Rai e Mediaset su tutti.

Un’ingiustizia? Petti ha sentito due opinioni sull’argomento. La prima è quella di Andrea Santagata,

“amministratore delegato di Banzai, unico operatore indipendente accanto ai maggiori editori e alle grandi aziende di telecomunicazioni, secondo player italiano del Web attivo nei comparti eCommerce e Media.

«Per ora – rimarca il manager – a livello locale l’informazione in Rete non riesce a superare quella tradizionale per pubblico, frequenza e fatturato. Esattamente il contrario di quanto avvenuto sul piano nazionale. Perciò non ritengo di dover condannare a-priori la pubblicità istituzionale degli enti locali sulla carta stampata». A suo giudizio, in una fase di crisi e trasformazione come quella che il mondo editoriale attraversa, è importante riservare alla mano pubblica un ruolo di supporto per l’intero panorama informativo: «Soprattutto nel passaggio dal canale cartaceo a quello telematico”. Nel frattempo, riconosce Santagata, le amministrazioni territoriali potrebbero utilizzare i loro siti istituzionali, del tutto gratuiti, per far conoscere ai cittadini le proprie attività»”.

La seconda opinione, che Petti definisce “improntata a realismo disincantato” è quella di Marco Benedetto,

“creatore e direttore di Blitz Quotidiano e già amministratore delegato del gruppo Repubblica-L’Espresso:

«Benefici e agevolazioni di cui godono i giornali cartacei sono frutto di leggi di molti anni fa, che appaiono impermeabili al cambiamento e alla revisione. Pertanto, l’unica strada è estendere i vantaggi delle norme in vigore al panorama editoriale on line». A una condizione ben precisa, però. È necessario, spiega il manager, chiarire in via preliminare cosa è l’informazione e la comunicazione giornalistica telematica: «Per ora le testate Web, alcune legate a quotidiani tradizionali e altre del tutto indipendenti, sono una galassia priva di forza di pressione e di una vera identità».

È qui il punto. Prima di ragionare su un riequilibrio delle risorse pubbliche fra i mass media bisogna affermare la natura del giornalismo in Rete. E valutare, conclude Benedetto, se esso coinvolge anche i grandi blog di comunicazione politica a partire da quello di Beppe Grillo”.