Rai, cda approva piano industriale: la svolta “orizzontale” azzera i poteri dei direttori di rete

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2019 14:14 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2019 14:14
Rai, cda approva piano industriale: la svolta "orizzontale" azzera i poteri dei direttori di rete

Rai, cda approva piano industriale: la svolta “orizzontale” azzera i poteri dei direttori di rete

ROMA – Via libera a maggioranza da parte del consiglio di amministrazione della Rai al piano industriale 2019-2021, “che pone al centro i contenuti e le esigenze degli utenti, colmando il gap digitale accumulato rispetto al settore e venendo incontro agli obblighi del contratto di servizio”, come spiega una nota di Viale Mazzini. Il piano è stato approvato con cinque voti favorevoli e due contrari.

In sostanza, la creazione di 9 direzioni di contenuto che riferiscono direttamente a un direttore di distribuzione, assegna a quest’ultimo i poteri finora divisi tra i direttori di rete, una “rivoluzione” orizzontale che preoccupa l’opposizione per il colpo inferto al pluralismo. 

Contro il piano industriale hanno votato i consiglieri Rita Borioni e Riccardo Laganà. Nella riunione del consiglio, presieduto da Marcello Foa, l’ad Fabrizio Salini ha illustrato ai consiglieri di amministrazione e al collegio sindacale le principali linee d’azione del piano.

“Tra gli obiettivi del piano, l’elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un’organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva – spiega il comunicato Rai – si vanno a costituire le direzioni “orizzontali”: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Le direzioni di contenuto definiranno l’offerta nell’ambito del proprio genere, ottimizzando l’impiego di risorse in base all’evoluzione della domanda degli utenti e al fabbisogno delle diverse piattaforme, in ottemperanza alle previsioni del contratto di servizio e alla tutela dell’identità culturale del Paese. Le reti saranno organizzate sotto la Direzione distribuzione, che avrà il compito di indirizzare, coordinare e armonizzare la programmazione complessiva”.

La svolta introdotta dal cda non è l’unico motivo di tensione: fa discutere ancora l’incontro avvenuto tra l’ad Salini e Matteo Salvini. “Ieri e ancora oggi l’invasione di campo del leader leghista  – spiega Aldo Fontanarosa su Repubblica, che ha pubblicato lo scoop dell’incontro riservato – nelle vicende della televisione di Stato viene criticata dal sindacato dei giornalisti italiani (la Fnsi), dal sindacato dei giornalisti della Rai (l’Usigrai), da Forza Italia come dal Pd, oltre che dall’ex direttore generale Celli in un’intervista al nostro quotidiano”.

(fonte La Repubblica)