Rai, stipendi dei divi: donne discriminate. Clerici e Venier sotto Fazio e Vespa

di Marco Benedetto
Pubblicato il 4 Luglio 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2019 12:10
Rai, stipendi dei divi: donne discriminate. Clerici e Venier sotto Fazio e Vespa

Rai, stipendi dei divi: donne discriminate. Clerici e Venier sotto Fazio e Vespa

ROMA – Rai: gli stipendi dei divi sono da tagliare, ha sentenziato il partito dell’odio, che trova in alcuni quotidiani l’esternazione del Verbo, salvo poi odiarli a loro volta secondo il pensiero di Massimo D’Alema e Beppe Grillo. Se cercate di capire perché quei giornali vendano sempre meno, leggeteli un po’ e ve ne farete una ragione.

Perché Vespa, Fazio, Conte sì e Ronaldo, che ostenta vacanza su yacht da 200 mila euro al giorno, no? Perché la Rai paga con soldi pubblici. Per metà è vero, ma per metà la Rai sta sul mercato. Ogni danno subito dal potenziale pubblicitario della Rai avvantaggia il concorrente Mediaset, tradotto Berlusconi.

Fanno bene Vespa e Conte a resistere, ha sbagliato Fazio a cedere, forse sotto l’effetto ritardato delle polemiche per il suo contratto da  molti ritenuto eccessivo fin dall’inizio.

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C’è però un aspetto degli stipendi top in Rai che gli invidiosi non hanno visto, quello della condizione femminile.
Le donne dive della tv Rai sono infatti in coda alla lista dei moralizzatori. Vediamo le cifre.

Fabio Fazio. Prima dell’autotaglio, il compenso era di 2 milioni e 240 mila euro a stagione. Carlo Conti (Festival di Sanremo), rinnovo previsto a 1,5 milioni per le prossime due stagioni. Bruno Vespa (3 puntate settimanali di Porta a Porta), 1 milione e 280 mila euro (prima erano 1 milione e 900 mila) anno. Amadeus, (vari programmi), biennale da 850 mila anno.

E le donne? Eccole: Antonella Clerici, la più popolare e anche brava di tutti: 1 milione 250 mila all’anno. Mara Venier (Domenica In), 600 mila euro anno. Paola Perego, 225 mila euro a stagione). Ovviamente sono tutte cifre lordo tasse, al netto fa la metà. Uno può dire: li guadagno in 20 anni. Gli rispondiamo: vacci tu.