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Raiwatch, sito Renato Brunetta oscurato dal tribunale di Bologna

Raiwatch, sito Renato Brunetta oscurato dal tribunale di Bologna

Renato Brunetta (Foto LaPresse)

ROMA – Se cercate di aprire la pagina del sito Raiwatch non troverete nulla. Il tribunale di Bologna ha oscurato il sito web dell’onorevole Renato Brunetta in cui il politico di Forza Italia aveva attaccato i vertici della Rai, personaggi televisivi come Fabio Fazio e giornalisti come Milena Gabanelli di Report.

Aldo Fontanarosa su Repubblica spiega che a presentare un ricorso contro Raiwatch è stato proprio Viale Mazzini, contestando a Brunetta l’utilizzo della parola Rai nel nome del sito:

“Era stato Viale Mazzini a presentare un ricorso urgente (ex articolo 700 del codice di procedura civile). Nel ricorso, il servizio pubblico contestava il nome stesso del sito, che usa la parola “Rai”. Il magistrato riconosce che “Rai” è un marchio meritevole di protezione totale (visto che è stato creato addirittura nel 1954). Peraltro, la tv di Stato – negli anni – ha generato altri marchi combinati (come RaiWorld, RaiLab, Rai-Digit). Per questo, chi oggi lancia Raiwatch ingenera nel navigatore web la sensazione che anche questo sito sia una creatura di Viale Mazzini, mentre è uno strumento di critica politica”.

Nell’ordinanza il tribunale è chiaro, l’oscuramento non si riferisce al diritto di Brunetta di fare critica politica sul web, bensì all’utilizzo del nome Rai, scrive Fontanarosa:

“Sempre il Tribunale osserva che Brunetta non è proprietario del sito, che fa capo a un fornitore di connessioni Internet di Ravenna. Fatto sta che il deputato ha indicato il sito come una sua arma politica e lo stesso fornitore ravennate giura di aver agito «su mandato» del parlamentare. L’ordinanza – oltre ad oscurare il sito e ogni diramazione sui social network – trasferisce alla tv di Stato la proprietà provvisoria del dominio Raiwatch.it”.

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