Rcs, Consob chiede chiarimenti a Urbano Cairo per acquisto quote

Pubblicato il 19 Luglio 2013 19:59 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2013 19:59
Urbano Cairo (Foto Lapresse)

Urbano Cairo (Foto Lapresse)

MILANO – La Consob ha chiesto chiarimenti a Urbano Cairo sull’acquisto della sua partecipazione in Rcs. La commissione guidata da Giuseppe Vegas, riferiscono fonti finanziarie, ha invitato il neoproprietario di La7 a ricostruire le modalità con cui ha rilevato la quota del 2,8% nell’editore del Corriere dalla Sera.

La Consob intende ricostruire le modalità con cui Cairo ha acquistato le azioni, quando ha operato, appoggiandosi a quali intermediari e a che prezzi, alla luce delle dichiarazioni del 9 luglio scorso quando, interpellato su un suo interesse per il gruppo di via Solferino, il presidente del Torino rispose testualmente: ”Io sono un editore puro, la partita per il Corriere della Sera è già in corso e non intendo entrarci adesso”.

Importante sarà vedere se, nel momento in cui Cairo dichiarava pubblicamente il suo disinteresse per Rcs, stesse o meno già lavorando alla costruzione della quota e capire le ragioni di un ripensamento arrivato a stretto giro di posta rispetto a quanto suggerito al mercato. Nel comunicato del 18 luglio con cui Cairo ha annunciato il suo investimento l’imprenditore spiegava che il pacchetto di quasi 12 milioni di azioni Rcs era stato acquistato ”nei giorni scorsi”.

Del resto Cairo, per sua stessa ammissione è entrato in Rcs, ”in punta di piedi”. Il proprietario di La7 ha acquistato, infatti, quasi 12 milioni di azioni del gruppo editoriale raccogliendo poco meno del 3% del capitale per un investimento che sfiora circa 15 milioni di euro. Il suo nome è emerso prepotentemente nei giorni scorsi quando, a conclusione dell’inoptato, si è consumato il giallo su chi avesse acquistato i diritti di Via Solferino. Tra voci e, nessuna smentita o conferma, l’editore originario della provincia di Alessandria, si è limitato a dire – in un raro commento sulla vicenda – di non essere della partita. Poi, in anticipo rispetto agli obblighi di legge, è uscito allo scoperto.

Nei fatti il patron del Torino, al secondo colpo ad effetto dopo aver acquistato nei mesi scorsi La7, ha già spiegato che si tratta di ”una piccola partecipazione, circa il 2,8%”, è ”l’operazione di un editore puro che crede nell’editoria: ho voluto dare un contributo anch’io”.

Nel dettaglio Cairo nei giorni scorsi, tramite la propria controllata U.T. Communications S.p.A., ha proceduto all’acquisto di 11.989.643 azioni ordinarie di RCS Media Group.  ”E’ un investimento a titolo personale”, ha detto Cairo ricordando di aver acquistato 3.929.881 diritti di opzione che gli han dato diritto 11.789.643 azioni ordinarie mentre altre 200.000 azioni sono state acquistate in Borsa tra martedì e mercoledì. ”C’era questa opportunità (l’acquisto dei diritti, ndr) e l’ho considerata una cosa da fare: sono affezionato a Rizzoli che nel 1996, quando ho iniziato la mia attività mi diede fiducia. Ho voluto dare un piccolo contributo anch’io”.

La mappa degli azionisti del gruppo che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, si definisce in attesa della riunione del patto di sindacato (in cui ci sarà il primo contatto diretto con i nuovi pesi dei soci dopo la salita della Fiat al 20,1%) e del Cda: entrambi il 31 luglio. Entro metà settembre andranno poi date le disdette per quanti vorranno uscire dall’accordo in scadenza a marzo 2014. L’attesa è che, a fine luglio, vengano affrontate le varie ipotesi sul futuro del patto stesso, incluso uno scioglimento, anticipato o meno, o una riformulazione in versione ‘light’.