Rcs, John Elkann: “Non serve patto di sindacato, ma stabilità tra soci”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2013 14:52 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 14:53
Rcs, John Elkann: "Non serve patto di sindacato, ma stabilità tra soci"

John Elkann (Foto lapresse)

MILANO – Rcs, non è un patto di sindacato che serve, ma la stabilità tra soci: ne è convinto il presidente di Fiat, John Elkann, azionista del gruppo che edita il Corriere della Sera.

Si tratta per certi versi di un passo indietro, con ogni probabilità legato anche alla scarso interesse di alcuni dei grandi soci, a partire da Mediobanca, a confermare gli accordi attuali. Nello stesso tempo è il superamento della questione: se tra gli azionisti c’è armonia e solidità nella gestione del gruppo allora il patto di sindacato può anche finire in soffitta.

”Se ci sarà un patto, un patto di consultazione o non ci sarà nessun patto, ha detto Elkann, non mi preoccupa e non è quello a cui noi ci dedichiamo. Vogliamo poter vedere una società che abbia sufficiente stabilità per portare avanti i suoi progetti”.

”Non vedo nessun vantaggio dall’avere un patto o meno, quello che bisogna fare è intendersi tra soci tra i quali c’è assoluta armonia”. E proprio a proposito del rapporto con gli altri azionisti, ha aggiunto: ”Non tutti hanno intenzioni simili: c’è chi vuol vendere ed è stimolato nel vedere la società che va meglio e c’è chi pensa, invece, che la società abbia bisogno di una stabilità per andare ancora meglio. Questa è la nostra ferma convinzione e questo è l’unico punto sul quale siamo determinati”.

Con queste idee, il numero uno di Fiat, ormai primo azionista col 20,55% di Rcs, si presenterà alla riunione del patto di sindacato del prossimo 7 ottobre. In quell’occasione gli azionisti potrebbero finalmente tirare le somme sul futuro del patto, alla luce della consultazione tra pattisti avviata la scorsa estate sotto la regia del professor Piergaetano Marchetti , visto che a fine luglio era stato posticipato il termine per comunicare le disdette all’accordo parasociale al 31 ottobre. Ai grandi soci, insomma, verrà chiesto di formalizzare le loro intenzioni e come noto tra questi sono diversi quelli che vogliono svincolarsi: Mediobanca, Unipol (quote Ligresti) e la famiglia Merloni non hanno mai nascosto questa volontà.

A Elkann è stata chiesta un’opinione anche in merito alla possibile cessione della sede storica di Via Solferino, tema che approderà lunedì al Cda di Rcs per l’esame dell’avanzamento della trattativa in esclusiva da 100-120 milioni di Blackstone per l’acquisto degli immobili del gruppo nel centro di Milano (San Marco e Solferino). “Quando ‘La Stampa’ di Torino ha cambiato sede lo abbiamo fatto con spirito costruttivo” e oggi ”è la migliore sede” di un quotidiano ”che abbiamo in Italia” e ”tra le migliori al mondo”. Questo cambiamento, ha detto, è stato accolto ”con grande entusiasmo da parte di tutti”.