Related search, la funzione (contestata) di Google che identifica le vittime di violenze sessuali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 maggio 2018 6:07 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018 17:15
google related search

Related search, quella funzione di Google che identifica le vittime di violenze sessuali

ROMA – Google “identifica le vittime di stupro”: il gigante del web è accusato per la funzione “related search” che consente agli utenti di cercare l’identità di chi ha subito una violenza sessuale. Nei casi importanti, la ricerca online di dettagli sugli aggressori può far emergere i nomi delle vittime o degli accusatori, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] possono essere rivelate le identità di imputati vulnerabili, sebbene abbiano ottenuto l’anonimato da un tribunale, scrive il Daily Mail.

Il problema è causato dalla funzione “related search” e “autocomplete” di Google: indica i nomi delle vittime poiché al riguardo ha registrato le ricerche più diffuse per ottenere informazioni.

Maria Miller, presidente della commissione Commons Women and Equalities, al Times ha dichiarato: “Google deve operare all’interno della legge del Regno Unito e se questo significa che dovranno cambiare il modo in cui funziona il motore di ricerca, ben venga”.

Jess Phillips, parlamentare laburista, sostiene che la tecnologia stia trasformando lo stupro e le vittime di violenze sessuali in “esche da clic” e un ente di beneficenza ha affermato che il timore dell’esposizione, potrebbe impedire alle vittime di farsi avanti. Fay Maxted del Survivors Trust ha commentato;””è sconvolgente che Google stia facilitando l’accesso ai nomi delle vittime”.

La polizia e i tribunali britannici sono stati invitati a informare Google nei casi in cui venga violato l’anonimato della vittima. L’anonimato permanente è garantito ai denuncianti e alle vittime di reati sessuali, anche quando l’imputato viene assolto. Violare questi ordini è un reato penale e comporta una multa fino a 5.000 sterline. Di recente, sono state condannate nove persone per aver pubblicato dei nomi sui social media.

Un portavoce di Google ha dichiarato:”Non consentiamo questo tipo di related search che violano le leggi o le nostre politiche e abbiamo rimosso gli esempi di cui siamo stati informati”. “Abbiamo recentemente ampliato la nostra politica di salvaguardia per evitare che vengano denigrate le vittime di violenze e incoraggiamo gli utenti a inviarci dei feedback su eventuali pessime o sensibili previsioni”.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other