Roaming, Ue ci ripensa. Abolizione tariffe extra per smartphone slitta sine die

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2014 20:13 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2014 20:13
Roaming, Ue ci ripensa. Abolizione tariffe extra per smartphone slitta sine die

Roaming, Ue ci ripensa. Abolizione tariffe extra per smartphone slitta sine die

ROMA – Il roaming resiste. Per ora, almeno, l’Europa ha illuso i consumatori di connessione dati e telefonate e poi nulla ha fatto. Rinviata la possibilità di abbattere i costi per chi naviga e chiama col proprio cellulare dall’estero. E rinviata, di fatto, sine die. Non c’è una data nonostante a livello preliminare Commissione e Parlamento Ue avesssero proposto rispettivamente le scadenze di primo luglio 2016 e 15 dicembre 2015. Tutto si è arenato durante il confronto tra i ministri delle Comunicazioni dell’Unione. Posizioni diverse che hanno portato a un rinvio che ritocca in modo minimale le tariffe attuali.

Così salta l’abolizione degli extra costi per usare cellulari e smartphone, nonostante l’impegno pre-campagna elettorale europea. “Le opinioni sono diverse” su come procedere sul pacchetto tlc su roaming e net neutrality, “tutti però hanno confermato la volontà comune di andare avanti”, ha sottolineato il sottosegretario Antonello Giacomelli che ha presieduto la riunione dei 28 senza però riuscire ad arrivare alla svolta. Non è una sconfitta per l’Italia, ha assicurato, in quanto “la presidenza Ue non ha poteri decisionali né assertivi”.

Che l’Italia vinca o perda agli utenti europei interessa il calo delle tariffe. Per ora resta solo una generica intenzione a continuare a lavorare a livello tecnico anche se, nel suo intervento durante la riunione, il sottosegretario ha riconosciuto che di fronte a un “rischio di slittamento molto in avanti della fine del roaming molto concreto” solo “un forte input dei governi potrà sbloccare positivamente la situazione”.

Tutti i governi hanno infatti riconosciuto l’esigenza della fine del roaming, e alcuni come Germania e Gran Bretagna hanno chiesto di procedere il più rapidamente possibile, a fronte però di una maggioranza che vuole privilegiare la qualità alla rapidità. Le preoccupazioni sono soprattutto dei paesi più piccoli, in particolare di quelli a vocazione turistica o di transito, che temono di veder salire le tariffe nazionali per compensare le perdite dei ricavi dal roaming. E molti hanno chiesto di aspettare l’opinione a inizio dicembre dei regolatori europei, il Berec.