Rocco Casalino, M5s alla riscossa: “Aboliremo Ordine giornalisti”. Fnsi: “Non cancelleranno la libertà di stampa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2018 14:54 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2018 19:10
Rocco Casalino, M5s alla riscossa: "Aboliremo Ordine giornalisti"

Rocco Casalino, M5s alla riscossa: “Aboliremo Ordine giornalisti”

ROMA – “Aboliremo l’Ordine dei giornalisti”. Lo ha annunciato il Movimento 5 Stelle, proprio mentre infuria la polemica sull’audio di Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi, che minacciava i funzionari del Mef (“I tecnici di Tria obbediscano o li cacciamo”). L’Ordine della Lombardia ha pure avviato un istruttoria sul caso, ma i 5 Stelle hanno osato di più: “Il provvedimento per l’abolizione è già sul tavolo del governo”, si legge in un post apparso sul blog delle Stelle. 

“A cosa serve l’ordine dei giornalisti – si domandano i grillini – se non sanziona la diffusione delle notizie false e i comportamenti antietici di giornalisti mossi solo da interessi di partito e non dal desiderio di informare i cittadini? A niente. Quindi aboliamolo. Il provvedimento è già sul tavolo del governo”. E a proposito dell’istruttoria aperta contro Casalino, il Blog delle Stelle, fa notare: “Non una parola invece sui giornalisti che hanno diffuso il suo audio privato andando contro la deontologia professionale”.

Per il M5s, l’Odg non ha “mai speso una parola né avviato istruttorie quando è stato provato clamorosamente che Jacopo Iacoboni de La Stampa aveva inquinato il dibattito pubblico con la mega fake news su Beatrice Di Maio, che doveva essere il vertice di chissà quale rete oscura di propaganda del MoVimento, e invece era la moglie di Brunetta. Neppure un cenno quando il direttore de La Repubblica (recordman di copie perse) Calabresi aveva sparato in prima pagina la bufala dell’incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini, mai avvenuto in realtà, ma pubblicato senza alcuna prova dando anche del bugiardo a Casaleggio”.

E ancora: “Neanche un sussurro quando giornalisti di Corriere, Repubblica e Messaggero avevano pubblicato un sms di Di Maio tagliato ad hoc per dimostrare che aveva mentito sulla vicenda Marra, ma poi erano stati sbugiardati dalla pubblicazione da parte di Di Maio del messaggio completo: una bufala montata ad arte per colpire una persona specifica”, protesta il M5s che conclude: “A cosa serve l’ordine dei giornalisti? A niente. Quindi aboliamolo. Il provvedimento è già sul tavolo del governo”.

La risposta della FNSI: “Ritorsioni e liste di proscrizione non fermeranno la stampa”

“Stiano tranquilli, i neoprofeti del pensiero unico a 5 Stelle. Non saranno i provvedimenti di natura ritorsiva annunciati contro un’intera categoria di professionisti e neppure le liste di proscrizione ai danni di colleghi che vogliono continuare a fare il loro lavoro a cancellare la libertà di stampa in Italia”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana.

“Gli attivisti del Movimento – proseguono – devono farsene una ragione: non sono loro a stabilire che cosa è vero e che cosa è falso, in base alle loro convenienze. I giornalisti devono pubblicare tutte le notizie, soprattutto quelle sgradite a chi governa, chiunque sia, perché in democrazia la funzione della stampa è quella di denunciare gli abusi di potere. Nessun dubbio che quello di Rocco Casalino sia stato un abuso di potere che era giusto denunciare perché Casalino non è un passante, ma il portavoce del premier. Altro che ridicole lezioni di deontologia e richiami impropri alla Costituzione da parte di chi, anche per poco edificanti vicende personali, dovrebbe soltanto tacere”.

“Quanto all’Ordine dei giornalisti – concludono i vertici della FNSI – una sola domanda: se non serve a niente perché Luigi Di Maio continua a esservi iscritto? Per avere un tesserino da esibire? Piuttosto, spiace dover constare che i propositi di regolare i conflitti di interessi, impedire l’occupazione della Rai e contrastare le ‘querele bavaglio’ e il lavoro precario siano stati rinviati a data da destinarsi”.