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Rupert Murdoch vuole tutta Sky: offerta agli altri azionisti da 21 Century Fox

Rupert Murdoch vuole tutta Sky: offerta agli altri azionisti da 21 Century Fox

Rupert Murdoch (Ansa)

ROMA – Rupert Murdoch vuole consolidare il suo impero televisivo. E nel mirino ha messo il pacchetto azionario che ancora non possiede di Sky. Il tycoon australiano, che già ha in portafoglio il 39% della pay-tv, attraverso la sua 21 Century Fox ha infatti offerto 10,75 sterline per azione per il restante pacchetto, valutando così il gruppo di televisione satellitare 18,5 miliardi di sterline.

Una prima intesa sul prezzo, dopo un periodo di negoziazione, è stato raggiunto dai consiglieri indipendenti dei due consigli di amministrazione, anche se – spiega Sky – “alcuni aspetti dell’intesa vanno ancora discussi” e dunque “non ci può essere con certezza un’offerta da parte di 21st Century Fox, né sui termini dell’offerta stessa”. Il board del gruppo di pay-tv, assistito da Morgan Stanley, Pjt Partnes e Barclays, ha annunciato l’intenzione di “raccomandare ai soci di Sky di accettare l’offerta, a condizione che sia raggiunto un accordo su tutti i termini”. Secondo il consiglio l’offerta di Murdoch rappresenta “un premio del 40% sul prezzo di chiusura dello scorso 6 dicembre, ultimo giorno prima della presentazione dell’offerta, ed un premio del 36% sulla chiusura dell’8 dicembre, ultimo giorno prima dell’annuncio di oggi”.

Per condurre la trattativa Sky ha formato un comitato di consiglieri indipendenti, essendo la società oggetto dell’offerta controllata al 39% dalla 21 Century Fox che ha lanciato l’offerta stessa. Del comitato fanno parte Martin Gilbert, Andrew Sukawaty, Jeremy Darroch, Andrew Griffith, Tracy Clarke, Adine griglia, Matthieu Pigasse e Katrin Wehr-Seiter. Nomi che, ritiene il board della società, danno garanzie in termini di possibili conflitti di interesse. Il confronto fra i due gruppi prosegue e, viene spiegato sempre da Sky, vi sarà a tempo debito un ulteriore annuncio. 21st Century Fox, colosso televisivo basato negli Usa, ha chiuso lo scorso novembre il primo trimestre dell’esercizio fiscale con un utile netto in aumento del 22% a 821 milioni di dollari. I ricavi sono saliti del 7% a 6,51 miliardi di dollari.

 

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