Il Sacro Monte, il sindaco leghista, la funzionaria: è guerra a Varallo

Pubblicato il 29 Dicembre 2011 15:08 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2011 15:08

Il Sacro Monte di Varallo Sesia

VARALLO SESIA (VERCELLI) – Il sindaco leghista esuberante da una parte e la storica dell’arte scrupolosa dall’altra: una piccola guerra fra caratteri inconciliabili per un “suolo sacro”: il Sacro Monte di Varallo Sesia dove nel 1486 un francescano, padre Bernardino Caimi, volle ricostruire i luoghi della Terra Santa. In quarantacinque cappelle – con statue a grandezza naturale e affreschi di artisti come Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo, Morazzone – c’è tutta la vicenda di Gesù, dall’Annunciazione alla Resurrezione. Sito dell’Unesco, è di proprietà del Comune ma è gestito da un ente regionale.

Tutto parte da qui: il proprietario, il sindaco Gianluca Buonanno, vorrebbe mandare via il gestore, Elena De Filippis. Ma il gestore dipende dalla Regione e il sindaco non può cacciarla: può solo fare quello che sta facendo, un’indefessa azione di logoramento e delegittimazione.

Michele Brambilla su La Stampa descrive il carattere perfettamente antitetico dei due contendenti:

La direttrice, Elena De Filippis, è una storica dell’arte innamorata del Sacro Monte di Varallo, dov’è arrivata il 30 dicembre del 1995. In questi sedici anni ha curato il gioiello con la delicatezza che ritiene doverosa: le cappelle sono tutte all’aperto e occorre una pazienza da certosinoper conservarle dagli attacchi dell’umidità. Anche i contatti con gli umani vanno centellinati perché perfino il respiro può danneggiare le statue – in legno o terracotta – e gli affreschi.

Tanta cautela provoca l’orticaria al sindaco, che vorrebbe fare del Sacro Monte un’attrazione popolare. Dicevamo che i caratteri dei due paiono inconciliabili. Il sindaco infatti è l’onorevole Gianluca Buonanno, leghista, 45 anni, così focoso che durante il recente dibattito sulla manovra è stato espulso dalla Camera. È il primo cittadino di Varallo ma sarebbe più giusto dire che lo è di tutta la Valsesia. Infatti, prima di diventare sindaco di Varallo (2002) è stato sindaco per otto anni di Serravalle Sesia; e attualmente è pure vicesindaco di Borgosesia (la legge consente il doppio incarico: «ma non prendo un centesimo», precisa lui) e a Gattinara ha presentato una «lista Buonanno» che naturalmente ha vinto. Naturalmente, perché Buonanno è amato in valle come mai nessun altro: a Varallo è stato eletto al primo mandato con il 61 per cento e al secondo con l’81,6.

È il rivendicatore dei diritti di una valle che si sente abbandonata, e rivendica con metodi lontani anni luce, appunto, da quelli della De Filippis. Per far restare l’ospedale a Varallo, Buonanno si fece crocifiggere in piazza Castello a Torino; per promuovere la sponsorizzazione del restauro di una chiesa, offrì un proprio spogliarello; per il piacere dei suoi cittadini e forse anche per ripopolare la valle, concesse il 50 per cento di sconto sull’acquisto del Viagra. I valsesiani lo amano anche perché non dà mai l’aria di essere inaccessibile: ci sono manifesti con la sua faccia e il suo numero di cellulare. E poi a Varallo ha fatto vincere anche un Guinness dei primati: quello del salame più lungo del mondo.

Fra due persone così l’incontro non poteva che essere uno scontro: il primo alla fine del 2007, quando Buonanno manda al Sacro Monte una troupe per girare un film diretto da Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio:

La De Filippis oppone una lettera della Sovrintendenza – che è legge – la quale dice che nelle cappelle si può entrare solo per motivi di restauro: quindi i cineoperatori possono accedere esclusivamente a quella della Crocefissione, e per il resto devono girare da fuori. Così non avviene. La direttrice protesta, lamenta alcuni danni e il sindaco piomba al Sacro Monte accusando lei e quelli del Ministero dei Beni Culturali di essere «tutti comunisti»; poi degenera in un turpiloquio del quale si scuserà.

Ma la frattura non è più ricomponibile. Buonanno nomina Vittorio Sgarbi «controdirettore» e attacca la De Filippis sui giornali locali accusandola di immobilismo. Lei si difende elencando i molti lavori che ha fatto per la conservazione. In gennaio di quest’anno la direttrice viene convocata in Regione e invitata a trasferirsi altrove. Lei replica che è valutata per obiettivi, e ogni anno ha sempre ottenuto il massimo dei voti: cosa le possono contestare? In aprile le viene comminata una sospensione per un mese, in giugno il sindaco la sfratta dal suo ufficio; poi Cota nomina un commissario straordinario – Giacomo Gagliardini, considerato vicino a Buonanno – che da gennaio potrebbe diventare presidente del nuovo ente regionale che gestirà tutti i Sacri Monti piemontesi, Varallo compreso.

La frattura fra i due non si riesce a ricomporre anche perché non è solo una questione di indole opposta. E’ inconciliabile anche la destinazione d’uso che l’uno e l’altra pensano per il Sacro Monte: Buonanno vorrebbe pubblicizzarlo e sfruttarlo come meta di pellegrinaggio più o meno come San Giovanni Rotondo ha fatto con Padre Pio. De Filippis invece vuole preservare il complesso monumentale, da lei ritenuto troppo fragile per reggere l’impatto di un turismo di massa. Il sindaco, intervistato da La Stampa, non nasconde la sua ostilità alla funzionaria:

«La mia opinione sulla direttrice non è certo positiva: è una che per spostare una biro fa cento riunioni – dice Buonanno -. Ma non è una mia dipendente, il suo destino lo deciderà la Regione. Comunque mi pare che se dopo sedici anni un direttore viene avvicendato, non ci sia niente di strano». Ma cosa non le piace, della direttrice? «Guardi, la mia sarà una mentalità da ignorante, ma penso che il Sacro Monte debba essere conosciuto il più possibile, mentre altri ne vogliono fare una riserva indiana, un oggetto per pochi privilegiati con la puzza sotto il naso». 

Elena De Filippis non vuole rilasciare dichiarazioni. Ha dalla sua il sostengo del mondo accademico (molti ex sovrintendenti si sono schierati con lei) e della Curia. Buonanno adesso può contare su una Regione a guida leghista.