Salva Sallusti, il Parlamento vuole il Bavaglio. Sconti, ma la legge accelera

Pubblicato il 29 Ottobre 2012 21:44 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2012 21:44
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Alessandro Sallusti (LaPresse)

ROMA – Il Parlamento, o almeno la maggioranza del Parlamento, vuole la legge bavaglio. E’ il dato politico più significativo della giornata di lavori sulla legge sulla diffamazione, la cosiddetta Salva-Sallusti. Dettaglio chiaro che emerge  da una votazione terminata in parità e quindi con una bocciatura, su una proposta che avrebbe dovuto far fare alla legge un passo indietro riportandola in Commissione.

Il Senato, però, ha detto no. O meglio hanno detto no Pdl e Lega che hanno fatto loro la linea di Maurizio Gasparri: “Meglio una qualsiasi legge che nessuna legge”. Così, la proposta di rinvio, voluta dal Pd ha ottenuto 150 sì, 145 no e 5 astenuti, che però, per il regolamento si sommano ai no. La legge Bavaglio, quindi, va avanti. Con “ammorbidimenti” di facciata come il dimezzamento delle multe e la cancellazione del raddoppio di pena per recidiva.  Passi avanti che però hanno più che altro il valore di palliativo. Perché resta in piedi l’impianto di una norma che, di fatto, punta a colpire nel portafogli chi diffonde notizie “a rischio querela”.

Gli altri emendamenti. Multe “ridotte” a 50mila euro per i giornalisti condannati per diffamazione L’Aula del Senato fa un piccolo sconto ai giornalisti dicendo sì con 177 voti a favore, 46 contrari e 7 astenuti all’emendamento al ddl sulla Diffamazione che riduce le multe da 100mila a 50mila euro. Esattamente il ‘nodo’ sul quale la settimana scorsa si era arenato l’esame del provvedimento.

La pena, però, “è diminuita fino a due terzi qualora, a richiesta della persona offesa, sia stata pubblicata la dichiarazione o la rettifica nei termini e con le modalità” previsti dalla legge ed “è diminuita fino a due terzi limitatamente al solo autore” quando questi abbia chiesto “la pubblicazione della smentita o della rettifica richiesta dalla parte offesa”. Questo grazie a due emendamenti votati in Senato.

Il Senato ha anche bocciato il raddoppio della pena in caso di recidiva. L’Aula del Senato ha approvato gli emendamenti Udc-Idv al ddl sulla diffamazione che prevedono la soppressione della norma che puntava ad aumentare la pena nel caso si fosse tornati a delinquere, cioè a diffamare, nel giro di due anni.

Zanda ottiene la cancellazione della cosiddetta “anti macchina del fango”, ovvero  l’aggravante in caso di “diffamazione organizzata”. Il Senato ha infatti approvato  l’emendamento Zanda, che sopprime il comma che stabiliva il raddoppio delle pene in caso di concorso, tra autore, direttore ed editore, nel confezionamento di un articolo ritenuto diffamatorio.