Samsung nega le accuse: “Non abbiamo rallentato i nostri smartphone”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 20:47 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2018 10:25
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Samsung nega le accuse: “Non abbiamo rallentato i nostri smartphone”

ROMA – Anche Samsung, dopo Apple, ha smentito la notizia del volontario rallentamento dei suoi smartphone. L’Antitrust italiano ha aperto due indagini contro le compagnie per il ciclo di vita dei loro prodotti, ma le aziende si difendono. La Samsung ha dichiarato: “Non rilasciamo aggiornamenti per ridurre le prestazioni dei nostri prodotti durante il loro ciclo di vita”.

Proprio nel paese asiatico il caso degli iPhone rallentati ha portato un’associazione di consumatori a presentare una denuncia penale contro il Ceo di Apple, Tim Cook. In una nota ufficiale, riportata dall’Ansa, la Samsung ha dichiarato:

“Confermiamo la totale collaborazione con l’Antitrust e ci stiamo adoperando per fornire tutte le informazioni richieste al fine di chiarire la situazione. La soddisfazione dei nostri clienti è e sarà sempre la priorità della nostra azienda”.

L’Antitrust ha avviato due distinti procedimenti nei confronti di Samsung e Apple per pratiche commerciali scorrette “volte a sfruttare le carenze di alcuni componenti per ridurre nel tempo le prestazioni dei propri prodotti e indurre i consumatori ad acquistarne nuove versioni”.

Apple, nei giorni scorsi, si è scusata con gli utenti delusi. “Non abbiamo mai fatto e non faremo mai qualcosa per accorciare volontariamente la vita dei nostri dispositivi”, ha scritto la società in una lettera aperta, comunicando anche il taglio dei prezzi delle batterie fuori garanzia.

E il 18 gennaio Tim Cook ha preannunciato l’arrivo di un aggiornamento software che consentirà agli utenti di disabilitare il rallentamento. La vicenda è diventata un caso mondiale, con la Francia che ha aperto un’indagine per obsolescenza programmata considerata un reato nel paese. Mentre negli Stati Uniti il numero delle class action è salito a quota 39. E non ci sono solo cause in cerca di un risarcimento danni: in Corea del Sud, patria di Samsung, il caso degli iPhone rallentati ha portato un’associazione di consumatori a presentare una denuncia penale contro il Ceo di Apple.

L’associazione Citizens United for Consumer Sovereignty – riporta il sito coreano ET News – ha promosso un’azione collettiva con 112 ricorrenti e sporto una denuncia penale nei confronti di Cook e del Ceo della divisione coreana di Apple, Daniel Dicicco. Le accuse sono frode, danneggiamento di proprietà altrui e ostacolo all’attività economica via computer, reati previsti dal codice penale sudcoreano. Se un tribunale desse ragione all’associazione, scrive Et News, Cook e Dicicco rischierebbero tra i 3 e i 10 anni di carcere o multe intorno ai 20mila dollari.

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