“Siamo tutti Sallusti”: i direttori solidali. Fnsi: “Lasciate spazi bianchi”

Pubblicato il 27 settembre 2012 10:54 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 10:54
Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti (Lapresse)

ROMA – Levata di scudi per Alessandro Sallusti, dopo la conferma della condanna a quattordici mesi di prigione per diffamazione aggravata. Da Mentana a De Bortoli, passando per Lucia Annunziata ed Ezio Mauro, il direttore del Giornale incassa la solidarietà dei colleghi direttori. La sentenza, che già nei giorni scorsi era stata annunciata e accolta con indignazione bipartisan, dal mondo della politica e della stampa tutta, è stata definita “sconvolgente” dal segretario della Federazione Nazionale della Stampa, Franco Siddi, figlia di una “norma illiberale nell’ordinamento di un paese dalla costituzione democratica che sconfigge e mortifica la libertà di espressione, e priva un uomo della libertà personale. I giornalisti sapranno dare una risposta unitaria e straordinaria, oggi dobbiamo sentirci tutti condannati come Sallusti”.

Per questo la giunta della Fnsi, ha lanciato un appello a tutti i colleghi giornalisti per lasciare uno spazio bianco in prima pagina,  come “segno tangibile di protesta” contro “la mostruosità di queste norme affinché siano cancellate al più presto”.

Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, ha scritto una lettera al Giornale nella quale parla di una sentenza “pericolosa per la democrazia” che fa riflettere sulla “salute della libertà di stampa al di là del caso singolo e delle motivazioni processuali. Trovo sconcertante solo l’idea che un giornalista possa finire in carcere per la pubblicazione di un articolo. Abbiamo toccato uno dei punti più bassi della nostra civiltà giuridica. Mi auguro che vi sia la possibilità di correggere questa sentenza peraltro assai diversa da quella di primo grado”.

“È un triste giorno per la libertà di stampa e per la giustizia italiana: la mia completa solidarietà al collega Alessandro Sallusti”, dice Mario Sechi, direttore del Tempo, “Ci ritroviamo i disonesti in libertà che diventano star televisive e i giornalisti in prigione. “Credo che nessuno possa essere chiuso in carcere per le proprie opinioni o per quelle che ha pubblicato. Anche se possono essere espresse male e in modo da fare male”, è l’augurio di Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi, Avvenire.

In difesa di Sallusti è intervenuto anche Enrico Mentana: “Sarebbe clamoroso se Sallusti, dopo tutti i pronunciamenti che ci sono stati, dal Quirinale in giù, andasse in carcere. Spero e credo che non ci vada”. “Personalmente – ha aggiunto – non auspico il carcere per nessuno. Il problema non è tanto, e soltanto per un giornalista o per un direttore di giornale, per colpe solo delegate dalla sua responsabilità. La questione è, in generale, quella della sproporzione della pena, soprattutto quando in tema di diritti, libertà e doveri si arriva ad usare l’arma della carcerazione”. “Questo mestiere non si può più fare”, aggiunge Maurizio Belpietro, “Se i giornalisti devono pagare con la propria libertà le opnioni che esprimono, non si può più fare”.

“Sentenza sbagliatissima e un precedente inquietante” anche secondo Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington Post Italia. “Non si può andare in galera per un’opinione, anzi per il mancato controllo su un’opinione altrui” è il pensiero del direttore di Repubblica, Ezio Mauro.