Siddi (Fnsi): “Bene Letta: ora azioni concrete di welfare per editoria”

Pubblicato il 29 Aprile 2013 21:33 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2013 21:33
Siddi (Fnsi): "Bene Letta: ora azioni concrete di welfare per editoria"

Franco Siddi (Foto Lapresse)

ROMA – Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, apprezza le parole del nuovo Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e si augura che alle belle parole seguano subito azioni concrete sul welfare, indispensabile anche per l’editoria e per il giornalismo.

“Le parole del nuovo Presidente del Consiglio alimentano speranze in materia di rivisitazione del welfare, ha spiegato Siddi, per il quale ha delineato una visione di carattere attivo e universalistico. Non avendo indicato però coperture finanziarie e elementi di dettaglio, su questo punto il Governo sarà giudicato, dal Sindacato dei giornalisti, sui fatti”.

Il segretario della Federazione Nazionale della Stampa ha sottolineato che “non c’è settore del mondo del lavoro e dell’industria che non abbia da misurarsi sulla pesantezza della crisi e sulla necessità di protezione sociale e del lavoro. Per l’editoria e per il giornalismo, che sono dentro questa crisi con elementi di acutezza mai visti prima, si tratta di vedere se il Governo vuole assumere finalmente questo mondo in tutte le sue componenti come strategico per la qualità della vita democratica e pe il suo sviluppo”.

“Sarà così se alcune ipotesi delineate dal Presidente Letta, come gli ammortizzatori sociali anche per i precari, gli incentivi al pensionamento graduale con lavoro part- time misto a quote pensione per favorire nuovo lavoro per le nuove generazioni, la valorizzazione del lavoro autonomo e delle libere professioni, avranno conseguenze coerenti nelle scelte e nell’azione del Governo”.

Siddi ha evidenziato quali sono le necessità per l’editoria e il lavoro giornalistico: “Per l’editoria e per il giornalismo significa intervenire con coraggio e responsabilità, sapendo che in gioco ci sono condizioni universali di lavoro e di impresa. Il linguaggio della verità a cui si ispira il Presidente impone, infatti, di prendere atto della realtà di un mondo, quello dell’editoria e della professione, che è nelle stesse condizioni di crisi e precarietà (e oggi con meno supporti sociali) di tutti gli altri. Servono azioni salva sistema per l’editoria e per il lavoro del settore nell’ambito di una vera politica di ripresa per l’industria e per l’occupazione. Giornali e giornalisti seguiranno e valuteranno l’attività del Governo secondo etica professionale e con spirito rappresentativo del pluralismo delle voci. Il Sindacato dei giornalisti, come parte espressiva di un corpo sociale, lo valuterà in piena autonomia e libertà di giudizio sulla base della disponibilità al confronto e all’ascolto sociale e delle azioni concrete”.