Siddi (Fnsi), giornalisti rapiti in Siria: “Silenzio stampa per liberarli”

Pubblicato il 6 Aprile 2013 22:39 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2013 22:39
franco siddi

Franco Siddi, segretario della Fnsi

Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, è intervenuto nella vicenda dei quattro giornalisti italiani sequestrati in Siria, ricordando la necessità della “massima cautela” da parte della stampa e “anche silenzio” perché “in questo momento delicato prima di tutto conta la salvezza dei reporter”. Ha dichiarato Franco Siddi:

“In un momento molto delicato come questo e perché si realizzi al più presto il ritorno alla libertà dei quattro giornalisti sequestrati in Siria, nel rispetto delle autonomie di scelta professionali, il silenzio stampa auspicato da Unità di Crisi della Farnesina, da familiari e dalla Rai ha un senso di civiltà e umanità che merita accoglienza e condivisione. La Fnsi conferma una cooperazione alla causa con l’Unità di Crisi della Farnesina. Il silenzio stampa è un’eccezione speciale, perché nessun elemento esterno, attribuibile a informazioni precipitate e indefinite, possa essere pretesto per un fermo prolungato dei connazionali. Un silenzio stampa breve, quindi, per far risaltare la figura esclusiva di giornalisti dei nostri colleghi, testimoni preziosi, con il loro lavoro, per la libertà delle genti, con la ricerca di fonti genuine per un’informazione non intossicata da alcuno”.

“La vicenda dei quattro colleghi fermati in Siria da un gruppo armato, dev’essere – con il silenzio motivato di queste ore – un motivo di più perché su nessuna guerra (e sono tante quelle dimenticate) cada il silenzio e perché si estenda la riflessione sul lavoro dei cronisti testimoni e, tra essi, dei tanti pecari in prima linea per intima scelta personale e, sempre più spesso, per procurasi un lavoro altrimenti negato”.

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