Spagna. Google News spento: ritorsione Google per non pagare i contenuti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2014 9:59 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2014 10:06
Spagna. Google spegne il servizio News: ritorsione per non pagare i contenuti

Spagna. Google spegne il servizio News: ritorsione per non pagare i contenuti

ROMA – Spagna. Google News spento: ritorsione Google per non pagare i contenuti. La divisione spagnola di Google spegnerà (probabilmente già da oggi) il servizio News, quella pagina che aggrega tutte le notizie pubblicate da editori grandi e piccoli. Google News è sempre stato gratuito ma la legge sul copyright varata dal governo di Madrid che impone a Google di pagare gli editori per l’utilizzo dei loro contenuti. Una ritorsione anticipata, visto che la legge entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015.

La normativa consente agli editori di riscuotere una “compensazione equitativa” dagli aggregatori di contenuti come Google News, il servizio di selezione delle notizie online offerto dal colosso statunitense di Internet.

La mossa del colosso della ricerca online è definitiva e rischia di innescare un effetto domino nell’Europa che sta prendendo altri provvedimenti anti-monopolisti (il Parlamento europeo ha appena approvato una norma di indirizzo per separare le attività commerciali da quelle del motore di ricerca) e più in generale orientati a una “tax compliance” più rigorosa (Google paghi le tasse nei paesi dove fa realizza i profitti).

Una mossa spartiacque quella di Google, ci sarà un prima e un dopo la chiusura di Google News, rileva Massimo Sideri sul Corriere della Sera. Anche perché, a dispetto dell’invocazione alla libertà di informazione, senza la visibilità assicurata dalla bacheca virtuale di Google News a rischiare sono proprio gli editori più piccoli.

Il servizio di Google News è sempre stato separato dalla ricerca tradizionale, ma allo stesso tempo l’uno ha sempre alimentato l’altra. La società di Mountain View ha più volte dichiarato che le due indicizzazioni sono separate, senza nessun rapporto di causa-effetto. Gli editori o chiunque produce contenuti possono decidere di uscire dal servizio delle News, ma si tratta di un’opzione più teorica che pratica.

Pochi mesi fa, quando ha scelto questa strada, il gigante tedesco dell’editoria, Axel Springer, ha perso il 40% del traffico secondo i dati forniti dalla stessa società. D’altra parte quando si fa una ricerca su Google su argomenti di cronaca il motore di ricerca indicizza tra i risultati anche una finestra con le notizie. Search e News sono così lontane, eppur così vicine. (Massimo Sideri, Corriere della Sera)