Tassa su smartphone, pc, usb e hard disk: arriva il balzello Gino Paoli-Siae

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2014 15:11 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2014 15:12
Tassa su smartphone, pc, usb e hard disk: arriva il balzello Gino Paoli-Siae

La tabella degli aumenti post-tassa pubblicata dal Corriere

ROMA – Si chiama “Rideterminazione dei compensi per copia privata” ed è una tassa che colpirà smartphone, tablet, computer fissi e portatili, chiavette Usb, hard-disk esterni, decoder, tv con funzione di registratore. Se il ministro della Cultura Massimo Bray non cambierà idea, la tassa voluta da Gino Paoli e dalla Siae (Società italiana autori ed editori) diventerà legge.

Quindi se compreremo uno smartphone e un tablet ci troveremo a pagare 5,20 euro in più, se compreremo un decoder con 400 GB di memoria pagheremo 40 euro in più oltre al prezzo già aumentato con l’Iva, che dal 1° ottobre su questi prodotti è passata dal 21% al 22%. Il Corriere ha pubblicato una tabella con gli aumenti.

È una tassa che pagheremo, spiega la Siae “in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore”.

Scrive Umberto Torelli sul Corriere della Sera:

“Tuttavia l’imposta non è nuova. Non ci siamo accorti, ma la paghiamo già. Soltanto che gli importi per gli smartphone sono di 90 centesimi. E fino a oggi nulla è dovuto per i tablet. Le cifre sono previste dal Decreto del 30 dicembre 2009 che ne stabiliva il periodico aggiornamento, per adeguarle allo sviluppo delle tecnologie digitali. Ma perché dobbiamo pagare? Secondo quanto stabilisce la Siae (Società italiana autori editori): «In cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore». Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Ma anche un programma Tv, un cartone animato e un filmato (anche di YouTube) che riversiamo su un hard disk esterno. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori”. 

Nel 2014 saranno acquistati 16 milioni di smartphone, 8 milioni di tablet, 10 milioni tra computer e tv, 8 milioni fra chiavette Usb, hard disk, decoder. Tutti soggetti alla tassa Siae. Calcolando una media di 5 euro a dispositivo fanno 200 milioni di euro.

Come li utilizzerà la Siae? Scrive Torelli:

“Così in Rete, sono in tanti a pensare che il nuovo balzello sia voluto dalla Siae per compensare il calo di entrate dovuto alla pirateria online. E si chiedono: «Con quali criteri gli introiti vengono destinati agli autori?» Una domanda lecita a cui vanno date risposte chiare. Non in linguaggio burocratese. Ma questa è un’altra storia”.