Telegram bloccato in Russia: ha negato le chiavi per decrittare i messaggi degli utenti

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 aprile 2018 15:54 | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2018 15:54
La Russia blocca Telegram

Telegram bloccato in Russia: ha negato le chiavi per decrittare i messaggi degli utenti

MOSCA  – La Russia blocca Telegram dopo che questa ha negato le chiavi per decrittare i messaggi degli utenti.

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La corte Tagansky di Mosca ha accolto la richiesta dell’autorità delle telecomunicazioni della Federazione, il Roskomnadzor, e ha bloccato l’accesso nel Paese a Telegram che non ha fornito ai servizi di sicurezza (Fsb) le chiavi per decrittare i messaggi degli utenti.

La società fondata da Pavel Durov potrà ricorrere in appello ma il blocco, stando alla legislazione russa, dovrebbe essere esecutivo e sarà in vigore “fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dell’Fsb”, ha detto il giudice Yulia Smolina.

E’ questo l’ultimo passaggio di una lunga contesa fra la popolare app messaggistica e le autorità russe, iniziata nel giugno del 2017 quando, per la prima volta, il Roskomnadzor chiese a Telegram di consegnare ai servizi segreti russi le chiavi per decrittare i messaggi fra gli utenti, pena il blocco del servizio.

L’Fsb ha più volte detto che l’attentato alla metro di San Pietroburgo di aprile 2017 venne organizzato attraverso Telegram, circostanza che la compagnia ha sempre descritto come “strumentalizzazione”.

Anche in quel caso Durov si oppose a fornire le chiavi e Telegram venne multata per 800mila rubli. Quindi il procedimento legale culminato nella sentenza della Corte Suprema dello scorso marzo, che ha ordinato alla compagnia di consegnare i codici all’Fsb una volta per tutte. Ma Telegram ha rifiutato sostenendo di ritenere suo dovere rispettare la privacy dei suoi clienti.

Gli avvocati che rappresentano gli interessi della società in Russia (Pavel Durov vive all’estero, negli Emirati Arabi Uniti) hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro il blocco deciso oggi dal tribunale.

Gli avvocati dell’agenzia internazionale Agora non hanno voluto “prendere parte alla farsa di oggi”, ha detto l’avvocato Dmitry Kolbasin alla Tass rispettando così la posizione del Ceo di Telegram. “Ora è importante per noi acquisire la decisione del tribunale, studiarla e, certamente, ricorrere in appello”, ha aggiunto.

“Telegram può permettersi di non tener conto dei flussi finanziari o della vendita di pubblicità: la privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o avidità”, ha commentato Durov sulla sua pagina nel social network VKontakte (il Facebook russo da lui fondato). “Telegram – ha aggiunto – utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco senza richiedere l’intervento degli utenti, sebbene l’accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita”.

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