Tim Cook: “Dati sono diventati armi, siamo a rischio sorveglianza”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 24 ottobre 2018 11:42 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2018 11:42
Tim Cook e la privacy: il monito di Apple sui dati personali

Tim Cook: “Dati sono diventati armi, siamo a rischio sorveglianza”

BRUXELLES –  I dati sono diventati delle armi e siamo a rischio sorveglianza. Queste le parole di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, intervenuto alla conferenza internazionale dell’Unione europea sulla privacy a Bruxelles. Cook ha sottolineato anche la necessità di una legge sulla privacy Gdpr anche per gli Stati Uniti e che la tecnologia può fare male, a seconda del suo uso.

Parlando dell’uso dei dati personali, Cook ha spiegato che è stato reso “un’arma con efficienza militare”. Tutto è stato assemblato in profili digitali dove le società “ci conoscono meglio di noi stessi”, arrivando a mostrarci solo le cose che interessano di più. “I punti di vista sono ormai limitati anche nelle notizie”, sottolinea Cook, arrivando a parlare di “sorveglianza”. 

Proprio perché l’attenzione della Mela è sempre stata molto forte nei confronti della privacy, Cook a Bruxelles parla della necessità di un Gdpr anche per gli Stati Uniti: “È giunto il momento per il resto del mondo incluso il mio Paese di seguire la guida dell’Ue sulla privacy del regolamento Gdpr. Noi alla Apple sosteniamo pienamente una legge onnicomprensiva sulla privacy negli Stati Uniti. Non possiamo sviluppare la tecnologia al suo massimo se gli utenti non hanno fiducia in essa”.

Per Cook la tecnologia può essere uno strumento per far progredire la società, “ma allo stesso tempo può fare danni anziché aiutare”: “Può in verità ingrandire le peggiori tendenze umane o rendere più profonde le divisioni sino a minare il discernimento tra quello che è vero e quello che non lo è”. La tecnologia, sottolinea però l’ad di Apple, è neutra: “Non vuole fare cose buone, non fa niente in realtà, ma quello che fa, il suo uso, dipende solo da noi”.