Truffa su smartphone via internet, clicchi su pubblicità e paghi 5 euro a vita

di Daniela Lauria
Pubblicato il 18 febbraio 2014 15:16 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2014 18:42
Occhio agli abbonamenti truffa, clicchi sulla pubblicità e paghi 5 euro a vita

Occhio agli abbonamenti truffa, clicchi sulla pubblicità e paghi 5 euro a vita

ROMA – Quante volte vi è capitato di navigare su internet da smartphone e cliccare involontariamente su una pubblicità? Ognuno di noi ha imparato a convivere con il fastidio di dover chiudere banner e pop up che spuntano all’improvviso in ogni angolo dello schermo. Altra storia è invece quando per colpa di quel clic ci si ritrova abbonati a un servizio da 5 euro a settimana per ricevere suonerie, mp3, wallpaper, video…. Abbonamenti truffa che per legge sono espressamente vietati: perché per la sottoscrizione di un contratto è necessario ottenere un consenso consapevole da parte dell’utente. Cosa che non si è evidentemente verificata ogniqualvolta quel clic era involontario. Succede sempre più spesso, complice anche l’attuale periodo di interregno nel ping pong di competenze tra Antitrust e Agcom su chi debba vigilare.

Dal 1 giugno la pubblicità ingannevole e le pratiche commerciali scorrette tornano in mano all’Autorità garante della concorrenza per effetto del recepimento di una direttiva europea. Ma dal 1 agosto una sentenza del Tar del Lazio aveva assegnato le competenze all’Autorità garante per le comunicazioni, che non si è certo risparmiata nell’opera di vigilanza. E anzi nella delibera 135/12/CONS, ha multato la Tim proprio per questo genere di abbonamento-truffa: il servizio Funny.tv offerto dall’azienda Acotel, che un utente si era ritrovato miracolosamente attivato via internet mobile, via wap, per la precisione. Certo è che il passaggio di competenze dall’una all’altra autorità ha generato incertezza del diritto e lungaggini burocratiche per comminare le dovute multe.

Ma la truffa da clic non è l’unica configurabile. Ci sono pure quelle in grande stile con tanto di super quiz in tv, con domande elementari e un premio in palio per il primo che invia la risposta esatta. Per partecipare bisogna inviare la risposta via sms e automaticamente ci si ritrova iscritti a un servizio di loghi e suonerie. Questo ben più salato: da 24 euro al mese. Mentre il premio era solo una remota possibilità di partecipare a un’estrazione finale.

5 x 1000

Infine occhio alle truffe da sondaggio: queste sono le più subdole, l’utente viene accalappiato mediante un test e lo si costringe a fornire il proprio numero di cellulare per poter ricevere il responso. Ma solo una minuscola clausola sul sito informa che inserire il proprio numero equivale a sottoscrivere un abbonamento. È una forma meno frequente, generalmente ci si imbatte in questo genere di inganni su Facebook e dopo un paio di mesi ci scalano 50 euro dal traffico.

In ogni caso, la prima regola è non mandare mai sms a concorsi o ad altri servizi. Evitate di fornire il vostro numero di cellulare sul web. Contro la truffa da clic invece la difesa è più difficile e può avvenire solo a posteriori.