Twitter, rischio gaffe in 140 caratteri: i manager rifuggono i social network

Pubblicato il 3 ottobre 2012 16:12 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2012 16:12

NEW YORK – Sembrerà strano agli italiani che senza Facebook e Twitter non fanno un passo. Ma negli Stati Uniti i maggiori imprenditori hanno deciso di abbandonare i social media. Troppo rischiosi quei 140 caratteri o quegli aggiornamenti di status. Troppo il tempo necessario a rispondere alle obiezioni dei “followers” e degli “amici”.

L’ultimo ad accorgersene, scrive il Wall Street Journal, è stato Jeffrey Immelt, amministratore delegato di General Electric. Si era affacciato al sito di microblogging ed è stato immediatamente redarguito da uno dei suoi “seguaci” per non averlo fatto prima: “Com’è che mio nonno è entrato in Twitter prima di te?”, gli è stato chiesto.

Subito dev’essersi reso conto che una volta che si entra su Twitter non si può fare nulla senza renderne conto. Prima di Immelt se ne erano accorti gli altri manager. Pur sotto pressione per apparire più “autentici”, “normali”, hanno capito che era meglio non cimentarsi con qualcosa che richiede risposte immediate, brevi ma senza mai offendere nulla o nessuno, soprattutto nessun consumatore. Impresa ardua per chi deve rendere conto pubblicamente. E quindi meglio evitarla.

Molti dirigenti sostengono di non avere tempo per twittare e ritwittare in risposta, e che il social network non c’entra con i loro affari. C’è però chi invece sostiene il contrario, e forse non a torto: Bill George, ex amministratore delegato di Medtronic Inc. e docente di amministrazione alla Harvard Business School.

Secondo George, scrive il Wall Street Journal, accettare i social media fa parte del lavoro di un dirigente. “La gente vuole delle persone reali. Vuole sapere che cosa pensi”.

Sette su dieci dei 500 maggiori dirigenti secondo Fortune non sono presenti sui maggiori social network come Twitter, Facebook, LinkedIn, Pinterest o Google+. Di questi quelli registrati con il proprio nome originale sono su Twitter il 4% e su Facebook l’8%. Le percentuali di chi usa Twitter e Facebook tra i comuni americani sono invece rispettivamente il 34% e il 50%.

La Ocean Spray Cranberries Inc. ha fatto pressione sull’amministratore delegato Randy Papadellis perché andasse su Twitter. Così lui l’ha fatto. Tra i sui primi tweet ne ha postato uno in cui diceva che bere succo di mirtillo prima di mangiare sushi evitare possibili avvelenamenti, e subito è intervenuto il direttore delle comunicazioni, Cindy Taccini, per dirgli di correggersi, visto che non c’erano prove scientifiche.