Twitter non riesce a tutelare utenti da insulti: “E’ vero, facciamo schifo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Febbraio 2015 13:28 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2015 13:28
Twitter non riesce a tutelare utenti da insulti: "E' vero, facciamo schifo"

Twitter non riesce a tutelare utenti da insulti: “E’ vero, facciamo schifo”

ROMA – Twitter teme di perdere utenti per la sua incapacità a difenderli dagli insulti. “Sulla protezione degli utenti dagli abusi in rete e dagli attacchi dei “troll” facciamo schifo. È una situazione che va avanti da anni. È assurdo e non c’è da cercare scuse. Mi prendo tutte le responsabilità: la colpa è solo mia. È imbarazzante, mi vergogno”. Questa confessione franca e scioccante arriva da uno dei manager di maggior successo della Silicon Valley: si tratta di Dick Costolo, amministratore delegato di Twitter. Questa azienda che ha creato questo strumento informativo straordinario e un’azienda di successo che però ha problemi di crescita. Etica ma anche affari nell’ammissione di Costolo: “Perdiamo, uno dopo l’altro, moltissimi utenti”. Poi la decisione di affrontare “seriamente la questione, prendendoci ognuno le sue responsabilità”.

Come le altre piattaforme di Internet, anche questo social network se la deve vedere con l’onda di messaggi violenti e odiosi, in questo caso da 140 caratteri e il più delle volte anonimi. Messaggi che scuotono il web colpendo senza pietà i personaggi più in vista come le donne blogger che difendono il femminismo. Il problema è che le contrimisure ideate da Twitter al momento sono alquanto inefficaci. Come scrive Massimo Gaggi sul Corriere

“(…) Le società che gestiscono le reti sociali e gli altri principali canali di comunicazione invitano gli utenti che si sentono insolentiti o minacciati a non rispondere e a comunicare gli abusi agli amministratori dei siti. Ma le loro contromisure sono evidentemente inefficaci. A giudicate dalle ammissioni del capo di Twitter, le web company fin qui non si sono impegnate granché sulla sorveglianza e la tutela degli utenti. L’onestà intellettuale di Costolo è sicuramente da lodare, anche se la sua sortita è almeno in parte legata a esigenze di business e, probabilmente, non era stata concepita per arrivare al grande pubblico. Le sue parole sono, infatti, tratte da una risposta scritta che l’imprenditore digitale ha dato in un forum interno quando altri manager gli hanno chiesto se Twitter non stesse facendo troppo poco per combattere il cyberbullismo”.

(…) ci sono centinaia di “troll” che continuano a riversare rabbia, insulti e anche minacce sulle loro vittime. Protetti dall’anonimato e dal desiderio delle società di Internet di non scoraggiare il traffico con controlli e filtri severi. Chi non ha la pelle abbastanza dura si doti di scafandro”.