“Una mamma imperfetta”, la rivoluzione delle “Casalinghe disperate”

Pubblicato il 10 Giugno 2013 13:53 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 13:57

"Una mamma imperfetta", la rivoluzione delle "Casalinghe disperate"ROMA – Chiara come Lynette Scavo, “Una mamma imperfetta” come le Casalinghe disperate”. Versione 2.0. Perché quella creata da Ivan Cotroneo era, appunto, una serie creata ad hoc per internet. E’ andata in onda sul Corriere della Sera.it, 25 puntate da 8 minuti ciascuna. Ha avuto successo, rappresentando una vera e propria rivoluzione, come sottolinea il critico televisivo Aldo Grasso. 

La serie raccontava, come “Desperate Housewives”, la vita quotidiana di Chiara, 39 anni, un marito, due figli, un lavoro e una casa (una rarità di questi tempi…) e le sue amiche Irene, Claudia e Marta. Debutterà su Rai 2 il prossimo autunno.

Ma la vera novità è stata proprio il formato.

Scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera:

La fiction sul computer? All’inizio degli anni Duemila, il sistema televisivo è entrato in una fase di graduale ma profonda trasformazione, che si può definire di progressiva «convergenza»: quelli che prima chiamavamo «mezzi di comunicazione di massa» ora si sovrappongono, si mescolano, si combinano, si piegano con maggiore flessibilità agli usi che decidiamo di farne, ai nostri tempi e ai nostri spazi. Mutano, in primo luogo, le tecnologie. La televisione ha dunque moltiplicato i suoi canali di accesso ai contenuti, espandendosi oltre il tubo catodico: televisione satellitare, web tv, iptv, mobile tv. Il termine web serie, o anche serie web (dall’inglese webseries), indica una serie di episodi di fiction realizzati per essere fruiti attraverso il web. Per questo si parla già di post-serialità, di transmedialità.

Quello di “Una mamma imperfetta” era una sorta di diario parlato, raccontato alla webcam, che ripercorreva, alla fine della giornata, il cappuccino con le amiche dopo aver accompagnato a scuola i figli, la lezione di ginnastica ritmica della figlia e le partite di calcetto del figlio, il lavoro, il rapporto con il marito…

Un diario, insomma, che riproponeva le domande che tante (forse tutte) donne si fanno, divise tra figli, marito, casa e carriera, ma in un modo nuovo, quasi un formato breve, fatto per il web, per la fruizione veloce, ma non per questo meno curata.

Scrive ancora Grasso:

Se l’idea di fondo di «Una mamma imperfetta» è quella dell‘inadeguatezza, del non sentirsi mai all’altezza dei compiti affidati, della precarietà di una vita di corsa (24 ore sono poche, ne servirebbero almeno 27), Ivan Cotroneo, come Marc Cherry di «Desperate Housewives», ha saputo andare oltre la casalinghitudine (il racconto della vita di quattro donne che devono fare conti con le proprie scelte e la proprie relative insoddisfazione) o il ritratto più o meno sociologico della condizione femminile oggi. No, ha messo in scena le inadeguatezze di tutti noi. Forse Chiara assomiglia un po’ a Lynette Scavo, ma assomiglia di più a tutti noi quando, invece di dare risposte, cerchiamo risposte. Anche davanti a uno schermo di un computer.