L’Unità dal 1° luglio chiude redazioni di Bologna e Firenze: co-co-co in rivolta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2013 20:44 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 20:45
L'Unità dal 1° luglio chiude redazioni di Bologna e Firenze: co-co-co in rivolta

L’Unità dal 1° luglio chiude redazioni di Bologna e Firenze: co-co-co in rivolta

BOLOGNA, 28 GIU – ”Il primo luglio chiuderanno le cronache locali de L’Unità, in Emilia-Romagna e in Toscana. I collaboratori coordinati e continuativi, mascherati da collaboratori occasionali, che negli ultimi tre anni hanno prestato il loro lavoro quotidiano al giornale di Gramsci nelle redazioni di Bologna e Firenze verranno spazzati via senza alcuna tutela”. Lo rende noto il Coordinamento dei Collaboratori storici dell’Unità.

”Come se non bastasse – aggiunge il Coordinamento – la Nie, società editrice, non ha intenzione di liquidare i 7 mesi di arretrati che spettano a tutti i collaboratori del giornale. Nonostante nei giorni scorsi sia stata votata una ricapitalizzazione, infatti, ad oggi i nostri rappresentanti sindacali non hanno ancora ricevuto alcuna risposta da parte dell’Amministratore Delegato, Fabrizio Meli, riguardo la liquidazione delle spettanze dovute a noi collaboratori. Un atteggiamento di indifferenza al quale siamo tristemente abituati: ormai da due anni, difatti, la Nie ritiene di potersi permettere di non retribuire il nostro lavoro, utilizzando la scusa della crisi economica. In realtà, in questi stessi anni, la stessa società che fa morire di fame alcuni dei suoi più assidui collaboratori ne contrattualizza di altri. Rifiuta di riconoscere ufficialmente un bacino dei collaboratori storici del giornale ma continua incessantemente ad ospitare sempre nuove firme precarie sul proprio giornale”.

Il coordinamento chiede ”pubblicamente al direttore, Claudio Sardo, alla Redazione, a tutti i lettori del giornale, al Partito Democratico e a tutte le forze politiche di schierarsi al nostro fianco e fare pressione affinché il nostro lavoro venga pagato al più presto e fino all’ultimo centesimo”.