Usa, elezioni. Giornalisti Casa Bianca furiosi perchè Obama li snobba

Pubblicato il 19 agosto 2012 12:12 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2012 12:12

La sala del briefing giornaliero per i giornalisti alla Casa Biaca

WASHINGTON, STATI UNITI – I corrispondenti dalla Casa Bianca sono sul piede di guerra contro il presidente Barack Obama e il suo staff. La loro rabbia monta da tempo poichè da oltre due mesi Obama non accetta più domande dai cronisti che ogni giorno lo seguono in lungo e in largo per tutto il Paese.

Ma l’irritazione e’ esplosa ancor più nelle ultime ore, dopo che Obama ha accettato di farsi intervistare da una anonima stazione radio del New Mexico. E in precedenza dalla rivista People e da  ‘Entertainment Tonight’, un programma televisivo leggero della Cbs.

In particolare, Chuck Todd della Nbc e Jake Tapper della Abc, durante uno dei briefing quotidiani alla Casa Bianca hanno vigorosamente espresso la loro insoddisfazione al portavoce Josh Earnest. Poi, hanno chiesto quando sara’ possibile per loro avere a disposizione il presidente. Ma Earnest, imperturbabile, ha risposto: ”Al momento non ho in programma alcuna conferenza stampa”.

Ennesimo diniego che ha reso ancora piu’ difficili i rapporti. Ma pare che la macchina della propaganda obamiana non intenda cambiare la sua strategia. Come fa notare Politico.com, i collaboratori del presidente sono infatti convinti che esiste una larga fetta di pubblico che non legge il New York Times e non vede i canali all news sul cavo, ma che invece ama programmi leggeri e talk show radiofonici. ”La gente si informa nelle maniere piu’ diverse, non solo attaccati al computer o a twitter. E noi vogliamo parlare anche a loro”, si difende una portavoce obamiana, Jen Psaki.

Tuttavia, le cifre parlano chiaro: i predecessori di Obama, a questo punto della campagna, avevano fatto molte piu’ conferenze stampa di lui. George W. Bush e Bill Clinton rispettivamente 17 e 16, lui sinora appena 8. Il press corps, come viene indicato il gruppo degli inviati al seguito, protesta per il fatto che Obama, selezionando i suoi interlocutori, stia in questo modo riuscendo a evitare le domande piu’ spinose, quelle sull’attualita’ politica.

Proprio pochi giorni fa, ai microfoni degli oscuri Kiki Garcia e Danny della radio Kob-Fm, rivelo’ di non aver mai ascoltato la versione originale della canzone ‘Call Me Maybe’ – un enorme successo internazionale e primo nella classifica americana Billboard Hot 100 –  ma solo il montaggio tratto dai suoi discorsi che da mesi impazza su internet.

Insomma, domande di colore e risposte altrettanto futili. Nel solo luglio, Obama e’ stato intervistato da 35 media, e 26 di questi erano emittenti televisive, stazioni radio e giornali tutti strettamente locali. Alcune di queste testate sono esclusivamente sportive o si occupano di cucina regionale.