Vendite giornali maggio 2020, se lo Stato non interviene sarà una strage

Di Sergio Carli
Pubblicato il 14 Luglio 2020 6:26 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020 19:05
Vendite giornali maggio 2020, se lo Stato non interviene sarà una strage

Vendite giornali maggio 2020, se lo Stato non interviene sarà una strage (Foto Ansa)

La crisi dei giornali continua, inesorabile. Le vendite dei quotidiani nel mese di maggio lo confermano. Se lo Stato non interviene sarà una strage.

Vendite giornali maggio 2020, il coronavirus ha fatto una strage nei giornali sportivi. Col blocco del campionato le loro vendite in edicola sono scese a qualcosa fra metà e un terzo di un anno fa. Non sorprende, visto come va l’audience della tv che si occupa di sport.

Pesante effetto covid anche per il giornale dei vescovi italiani che ha perso un terzo delle copie vendute un anno fa. Colpa della chiusura durante il lockdown delle chiese, importante canale di distribuzione per l’Avvenire.

I numeri del mercato fanno paura. Si vende il 23%di copie in meno. Erano 1.969 mila, sono state in maggio 1.516 mila.

Escludendo gli sportivi, il calo si riduce al canonico 8% di quasi tutti i mesi. Un altro passo verso la morte.

Un confronto fra aprile e maggio

Il confronto va di norma fatto fra mesi omologhi di anni differenti. Il confronto fra maggio e aprile 2020 diventa interessante alla luce di tutte le chiacchiere che ci sono state dopo il cambio della guardia a Repubblica.

Premessa: tra aprile e maggio si sono vendute solo mille copie in più, in una sostanziale stabilità, sportiviinclusi.

Repubblica vendeva 132 mila copie in aprile, ne ha vendute 127 mila in maggio. Non proprio il tracollo che certi diffusori di fake news, o balle, denunciavano.

Nel frattempo il Corriere è rimasto stabile a quota 180 mila, con un divario di un terzo sulla povera Repubblica. Ma il declino di Repubblica ha origini remote e precise, non certo imputabili al direttore appena arrivato,

Quelli del Fatto fanno i fenomeni perché hanno guadagnato qualche migliaia di copie. E ne vendono in edicola in tutto 31 mila. 3.700 in più, il 13% di un anno fa. Un quarto di Repubblica, un sesto del  Corriere della Sera, meno del Messaggero Veneto di Udine.

Effetto Boffano

Dovrebbero meditare e chiedersi quanto durerà l’effetto Boffano, quell’infuso di moderazione (ancorché di sinistra dura e pura), equilibrio e buon senso giornalistico che ha invertito il declino da appena pochi mesi.

Giorno dopo giorno il Fatto torna sempre più grillino. La linea grillina costò al Fatto migliaia di copie. Molte di più di quante ne abbia finora recuperate con una posizione un po’ meno appiattita sul M5s.

Dispiace vedere il Fatto salire in cattedra, additando gli ancora inesistenti aiuti pubblici ai giornali come uno scandalo. Senza aiuti pubblici i giornali moriranno. Se ne sono accorti anche in America, patria del liberalismo assoluto.

La linea grillina sui giornali è peraltro fallita.

Nonostante le promesse di Vito Crimi, l’Ordine del giornalisti è ancora lì, anzi incombe sempre più minaccioso sulla libertà di stampa e di espressione.

Ci sarà la polizia del pensiero ma non ci sarà più pensiero se andiamo avanti così.

Nel silenzio generale, procede intanto la tessitura del bavaglio in Parlamento. Con la scusa di abolire il carcere per la diffamazione, vengono fissate norme che bloccheranno le dita di qualsiasi cronista di buon senso. Gli editori fanno finta di niente, il sindacato tace, i direttori si comportano come se la cosa riguardasse i farmacisti, Anzi, riguardasse i farmacisti, farebbero un po’ di polverone.

Ma, se si va avanti così, non ci saranno nemmeno più giornali. Per la gioia di politici, potenti e malfattori. (Clicca qui per le vendite del mese precedente).

Vendite giornali maggio 2020. I nazionali

Quotidiani
nazionali
Maggio 2020 Maggio 2019 2020 su 2019
Corriere della Sera 181.830 181.076 1,00
Repubblica 127.701 141.417 0,90
La Stampa 78.059 95.524 0,81
Il Giornale 41.146 42.928 0,95
Il Sole 24 Ore 43.498 39.317 1,10
Il Fatto Quotidiano 31.484 27.784 1,13
Italia Oggi 11.329 15.604 0,72
Libero 27.732 23.234 1,19
Avvenire 14.708 20.819 0,70
Il Manifesto 7.676 7.560 1,01
La Verità  27.769 22.771 1,21

Vendite giornali locali

Quotidiani
locali

Maggio 2020

Maggio  2019

2020 su 2019
Resto del Carlino 75.975 82.792 0,91
Il Messaggero 54.118 68.876 0,78
La Nazione 51.248 60.111 0.85
Il Gazzettino 34.762 39.861 0,87
Il Secolo XIX 29.064 34.206 0,84
Il Tirreno 27.807 30.816 0,90
L’Unione Sarda 29.434 31.416 0,93
Dolomiten 5.645 5.645 1,00
Messaggero Veneto 33.308 32.808 1,01
Il Giorno 24.452 32.720 0,74
Nuova Sardegna 23.133 25.996 0,88
Il Mattino 19.124 23.721 0,80
Arena di Verona 20.881 20.382 1,02
Eco di Bergamo 20.012 20.520 0,97
Gazzetta del Sud 10.896 15.876 0,68
Giornale di Vicenza 18.518 18.363 1,00
Il Piccolo 16.504 16.983 0,97
Provincia (Co-Lc-So) 15.592 16.569 0,94
Il Giornale di Brescia 17.191 17.143 1,00
Gazzetta Mezzogiorno 9.301 15.796 0,58
Libertà 16.128 15.815 1,01
La Gazzetta di Parma 16.487 15.241 1,08
Il Mattino di Padova 13.891 14.275 0,97
Gazzetta di Mantova 14.022 14.423 0,97
Il Giornale di Sicilia 7.464 11.391 0,65
La Sicilia 7.427 12.888 0,57
Provincia Cremona 11.449 11.260 1,01
Il Centro 8.838 10.908 0,81
Il Tempo 8.817 12.341 0,71
La Provincia Pavese 9.571 9.925 0,96
Alto Adige-Trentino 8.949 7.941 1,12
L’Adige 9.229 10.228 0,90
La Nuova Venezia 7.172 6.791 1,05
Tribuna di Treviso 8.792 8.854 0,99
Nuovo Quot. Puglia 6.082 8.473 0,71
Corriere Adriatico 8.473 11.247 0,78
Corriere Umbria 4.946 9.033 0,54
Gazzetta di Reggio 6.675 7.389 0,90
Gazzetta di Modena 6.083 6.728 0,90
La Nuova Ferrara 5.353 5.371 0,99
Quotidiano del Sud —- —- —-
Corriere delle Alpi 4.365 4.154 1.05
Quotidiano di Sicilia 8.720 6.220 1,40

Vendite giornali sportivi

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi
Maggio 2020 Maggio 2019 2020 su    2019
Gazzetta dello Sport Lunedì 40.860 148.445 0,27
Gazzetta dello Sport 42.008 132.442 0,31
Corriere dello Sport  28.280 62.545 0,45
Corriere dello Sport Lunedì 26.794 73.665 0,36
Tuttosport  23.661 40.127 0,58
Tuttosport Lunedì 21.699 45.711 0,47

Perché insistiamo sulle vendite in edicola…

…e le teniamo distinte dalle copie digitali?

Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere.

Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads