Vigilanza Rai, il documento mai pubblicato: riforma tv pubblica in 17 punti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2015 9:11 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2015 9:31
Vigilanza Rai, il documento mai pubblicato: riforma tv pubblica in 17 punti

Vigilanza Rai, il documento mai pubblicato: riforma tv pubblica in 17 punti

ROMA – Così la Commissione di Vigilanza Rai vuole riformare la tv pubblica: ecco il documento articolato in 17 punti (Scarica il Pdf), approvato all’unanimità dalla Commissione (ok anche dal Movimento 5 Stelle), che vincola il consiglio d’Amministrazione Rai, ora guidato da Carlo Gubitosi ma in scadenza a maggio.

Un documento che non piacerà a Gubitosi e a chi vorrebbe accorpare i telegiornali, ora divisi in sei redazioni (Tg1, Tg2, Tg3, RaiNews, Tgr, Tg Parlamento), in una o due “newsroom”. Secondo la Vigilanza Rai, invece, la diversificazione dell’offerta informativa è una ricchezza della tv pubblica e una garanzia di pluralismo. Questi i 17 punti:

La Commissione di Vigilanza sulla Rai
IMPEGNA
il consiglio di amministrazione della Rai, in sede di discussione del predetto progetto:
1. a valutare la possibilità di meglio coordinare l’area dell’informazione mediante una razionalizzazione delle risorse tecnologiche e professionali e una loro riorganizzazione, anche al fine di impedire aggravi di spesa non sostenibili, considerando modelli organizzativi volti a ridurre all’essenziale i centri di spesa e di produzione. Tale attività dovrà essere orientata a un’organizzazione in linea con le esperienze e i risultati dei più
significativi servizi pubblici europei e in grado di utilizzare al meglio le risorse della nuova tecnologia digitale, affiancando opportunamente al linguaggio e al modello delle informazioni all news ad aggiornamento continuo, quello di appuntamento e approfondimento;

2. a procedere alla riforma dell’informazione pubblica privilegiando una produzione originale che sia realizzata avvalendosi di risorse interne così da limitare l’acquisto di format;
3. a favorire e a rafforzare la definizione di una precisa linea editoriale, che caratterizzi l’offerta informativa di ciascuna delle testate giornalistiche del servizio pubblico e sia coerente con il profilo editoriale proprio della rete su cui sono trasmessi con i rispettivi marchi TG1, TG2, TG3, TGR, Rainews24 e Rai Parlamento, garantendo anche per questa via quella differenza di stile e di identità che rappresenta un elemento di varietà dell’offerta e fidelizzazione, come osservato in premessa, e quindi di audience. Devono comunque restare fermi gli impegni della Rai, previsti anche dal vigente Contratto di servizio, a trasmettere l’informazione istituzionale anche sulle reti generaliste;
4. a garantire il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, nonché l’apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, generazionali, culturali e religiose, e delle minoranze linguistiche, nel rispetto della libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione;
5. a considerare il pluralismo dell’informazione come principio fondante della riorganizzazione anche in vista delle necessarie trasformazioni tecnologiche;
6. a trasmettere alla Commissione un documento dettagliato recante le informazioni necessarie a monitorare che i risparmi prospettati nel progetto siano conseguiti mediante un efficientamento complessivo dei processi e non già con un mero taglio lineare dell’offerta informativa, che non sarebbe coerente con la funzione fondamentale che l’informazione deve rivestire nel servizio pubblico;
7. ad assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e a garantire in tal modo il fondamentale diritto del cittadino all’informazione, che deve caratterizzarsi per un pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie e porlo così in condizione di compiere le proprie valutazioni, avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti;
8. a prevedere che la nuova articolazione dell’offerta informativa della Rai garantisca l’obiettività e l’imparzialità dei dati forniti, nonché la completezza, correttezza e continuità dell’attività informativa erogata, così da fornire ai cittadini utenti informazioni verificate e fondate, con il massimo di chiarezza, favorendo in particolare l’allestimento di spazi e il recupero di risorse giornalistiche interne per trasmissioni orientate al fact-checking (come inchieste giornalistiche su argomenti sociali, politici, scientifici, sanitari, ambientali), che facciano di Rai un punto di riferimento solido e affidabile per tutta la pubblica opinione nazionale e internazionale;
9. a fornire all’utente, al di fuori di ogni discriminazione, la massima varietà possibile di informazioni e di proposte, assicurando così un pluralismo che si estenda a tutte le diverse condizioni e opzioni (ad esempio sociali, culturali e politiche), che alimentano gli orientamenti dei cittadini;
10. a considerare per la TGR un ruolo centrale nella trasmissione di un flusso costante di notizie dalla periferia al centro e viceversa, interagendo con le risorse culturali e produttive del territorio, anche mediante forme di collaborazione con l’informazione televisiva locale di qualità;
11. a prevedere che la razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse giornalistiche attualmente assegnate alle testate sia finalizzata anche al loro impiego nei programmi informativi e di approfondimento trasmessi sulle reti Rai, che dovranno coordinarsi con l’area informativa dell’azienda, anche al fine di valorizzare le professionalità interne;
12. ad approfondire e a fare sempre maggiore chiarezza sul ruolo che il web, mediante il sito della Rai e non solo, potrebbe rivestire all’interno del progetto di riforma, affinché diventi sia fonte, mediante gli strumenti e le conoscenze appropriate per poterlo proficuamente usare, sia strumento per la realizzazione del prodotto, interagendo con il pubblico e gli utenti dei social media. Appare auspicabile una convergenza e sinergia tra le varie piattaforme, fin dalla fase dell’ideazione e della produzione dei programmi e non solo in relazione al momento della loro fruizione;
13. a ridurre speditamente il ritardo tecnologico che caratterizza certe testate giornalistiche con il completamento definitivo del processo di digitalizzazione, in particolare di Rai Sport e di Rai Parlamento, con gli indiscutibili vantaggi che ciò comporterebbe, ad esempio, in termini di alleggerimento delle attrezzature di montaggio e delle strutture di trasmissione e di drastico abbassamento dei costi di ammortamento delle attrezzature e della logistica;
14. a informare il Piano alle dieci raccomandazioni contenute nel Progetto EBU “Vision 2020, connected to a networked society”, che soprattutto per ciò che concerne l’offerta news, auspicano che i public service media siano le fonti di informazione più rilevanti e affidabili, aperte al mondo e ai linguaggi giovanili, e siano votate alla innovazione tecnologica e alla sperimentazione, in un quadro di autorevolezza, autonomia e apertura;
15. a valutare la possibilità di introdurre per la nomina dei direttori delle testate giornalistiche procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell’azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai propri dipendenti sia a professionisti esterni alla Rai, cui sia data la più ampia pubblicità. L’avviso pubblico dovrà contenere, tra i requisiti richiesti, il possesso di una pregressa esperienza giornalistica di eccellenza, che attesti la fondata capacità potenziale ad assumere la direzione di una testata giornalistica e dimostri capacità innovative e apertura alle esigenze della modernità. Gli organi competenti potranno poi procedere alla nomina, secondo le vigenti disposizioni normative, sulla base di una valutazione comparativa dei curricula trasmessi;
16. ad accrescere il volume di offerta, anche in forme innovative, dedicato all’informazione parlamentare, alle istituzioni nazionali e dell’Unione Europea, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai temi del funzionamento delle istituzioni e della partecipazione alla vita politica.
17. a rivedere, nella sua autonomia, il progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale, tenendo conto delle indicazioni contenute nella presente risoluzione. Di tali variazioni la Commissione dovrà essere tempestivamente e compiutamente informata, limitatamente ai seguiti di sua competenza.