WhatsApp, usi il punto alla fine dei messaggi? Sbagliato, rischi di sembrare “passivo-aggressivo”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 2 Agosto 2019 6:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2019 18:57
WhatsApp, usi il punto alla fine dei messaggi? Sbagliato, rischi di sembrare "passivo-aggressivo"

Una ragazza messaggia con lo smartphone in una foto d’archivio Ansa

MONTREAL – Nei messaggi, la punteggiatura ha assunto una connotazione “passivo-aggressiva“: molti giovani considerano il “punto” alla fine del testo inviato su Facebook o WhatsApp come un fatto scortese, quasi un’offesa. E’ quanto sostiene Gretchen McCulloch, di Montreal, che ha scritto un libro sulle regole del linguaggio di Internet.

La presenza di un punto alla fine della frase può ribaltarne totalmente il significato: da semplice segno di punteggiatura si trasforma in un simbolo che esprime aggressività e distacco, è considerato eccessivamente formale. Solitamente per imitare la lingua parlata, si inseriscono emoticon, puntini di sospensione, errori ortografici voluti ma il punto è uno stop definitivo, una chiusura che indica la volontà di mettere fine alla discussione.

Gretchen ha spiegato che nel discorso parlato, il punto corrisponde a un abbassamento della voce, quando la persona termina la frase. Di conseguenza, trasmette formalità e serietà. Su un messaggio, va bene usarlo quando si ha intenzione di essere seri ma può essere problematico se invece si sta cercando di mantenere leggera la conversazione.

“Il problema si presenta quando si scrive un messaggio positivo seguito da un punto che implica serietà, crea una connotazione passivo-aggressiva”. Alcune persone tuttavia lo utilizzano a proprio vantaggio: se normalmente in una chat di gruppo su WhatsApp non viene usato e qualcuno lo fa, probabilmente sta cercano di comunicare come si sente”, sostiene Erika Darics, docente di linguistica presso la Aston University di Birmingham.

Alcuni ritengono che il linguaggio dei messaggi e l’uso di emoticon spingano alla pigrizia riguardo alla grammatica ma Darics non è d’accordo. “Le emoticon aumentano la consapevolezza del linguaggio e possono aiutarci a comprendere le sottigliezze di altri tipi di comunicazione, come la politica o la propaganda. Incoraggiano la creatività linguistica”, ha detto alla Bbc.

Fonte: Daily Mail