Wikipedia oscura sito in Germania e altri Paesi Ue. Protesta anti legge copyright

di Caterina Galloni
Pubblicato il 22 marzo 2019 11:12 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2019 11:12
Wikipedia oscura il sito in Germania e altri Paesi Ue. Protesta anti legge copyright

Wikipedia oscura sito in Germania e altri Paesi Ue. Protesta anti legge copyright

ROMA – Wikipedia protesta contro la direttiva UE sul copyright e oscura il sito in tedesco, ceco, slovacco e danese. In italiano e francese no perché i governi sono apertramente contrari alla norma, anche se le discussioni tra governi e europarlamentari sono ancora in atto. L’oscuramento durerà 24 ore ed è un tentativo di bloccare le nuove regole di “censura del web”, prima del voto definitivo UE previsto per il 26 marzo. 

La direttiva sul copyright dell’UE renderebbe le piattaforme, compresi Instagram e YouTube, responsabili di qualsiasi violazione del copyright da parte degli utenti. La maggior parte dei paesi dell’UE ha votato a favore di una revisione delle norme sul copyright che potrebbero costringere Google e Facebook a filtrare i contenuti protetti da copyright sulle loro piattaforme, tra cui YouTube e Instagram, e pagare gli snippet, cioè il breve testo di anteprima della news che vengono creati automaticamente, in base ai contenuti della pagina.

Molto controverso l’articolo 13 della legge: potrebbe imporre ai siti l’installazione di filtri che impediscano automaticamente agli utenti di pubblicare contenuti protetti da copyright così da non violare le regole. L’articolo 13 è stato definito “meme ban” in quanto questi filtri potrebbero bloccare molte immagini e GIF anche se sono state usate come parodie e dunque non incluse nella legge sul copyright.

Siti come Reddit, Po***ub e Twitch sulla loro homepage e sugli account social media chiedono agli utenti di aiutare  #saveyourinternet. In una dichiarazione, la Wikimedia Foundation ha affermato: “Le comunità di volontari di Wikipedia riconoscono l’importanza che il sito ha nel mondo, i suoi contenuti sono neutrali ma la sua esistenza non lo è”. 

Lo scorso 20 febbraio i rappresentanti dei 28 Stati membri avevano dato l’ok al testo della direttiva ma si erano espressi contrari Italia, Olanda, Polonia, Finlandia e Lussemburgo. (Fonte DailyMail).