Essere o non essere “elettrico”? Sei buone ragioni per passare alla nuova mobilità

di Giovanni Edoardo Chiesa
Pubblicato il 2 Marzo 2020 14:17 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2020 14:54
Essere o non essere "elettrico"? Sei buone ragioni per passare alla nuova mobilità

Essere o non essere “elettrico”? Sei buone ragioni per passare alla nuova mobilità (Foto Ansa)

ROMA – Sono tanti gli elementi valutati dagli automobilisti prima di sostituire la propria vettura. Tra i principali criteri di scelta vi sono economicità, tenuta del valore nel tempo, praticità, comodità e robustezza. E, perché no? Piacere di guida e prestazioni brillanti. Scopriamo insieme come l’automobile elettrica può soddisfare tutte queste richieste, togliendo i dubbi che troppo spesso la circondano.

1) Fa sorridere il portafogli in officina…

Certamente il prezzo di acquisto è la prima voce di spesa che viene in mente per cambiare la macchina. Diventa, però, ancora più importante calcolare il costo totale di proprietà (conosciuto in inglese come “total cost of ownership”) che comprende tutti gli esborsi da affrontare durante il ciclo di vita del prodotto. Uno studio eseguito dal sito Sicurauto.it ha individuato un risparmio fino al 75% per la manutenzione ordinaria nei primi sei anni d’utilizzo dell’auto elettrica rispetto alla corrispettiva versione a combustibili fossili, mentre il valore medio è pari al 42%. Com’è possibile? Il motivo è semplice: ci sono meno componenti rispetto alle macchine a motore endotermico, per cui i tagliandi e i piani di manutenzione risultano più “leggeri”.

2) …e durante la ricarica.

I benefici per il portafoglio si percepiscono anche durante il rifornimento. Si prenda a titolo d’esempio una ricerca condotta dal portale Vaielettrico.it. Una piccola macchina per la città può avere un consumo di energia pari a 14 kWh per fare 100 km. Ipotizzando una tariffa di 0,25 euro a kWh per la ricarica domestica e 0,50 a kWh euro per quella veloce, la percorrenza può costare rispettivamente 3,5 e 7 euro. La versione a benzina equivalente richiede 8,5-9 euro (a seconda di un pieno fai da te oppure servito).

3) Senza pensieri, anche nel cuore delle città.

I centri storici diventano un’opportunità in più per i movimenti (e i parcheggi) quotidiani. Per esempio, a Roma i veicoli elettrici possono circolare liberamente e gratuitamente nelle ZTL (previa richiesta d’autorizzazione online con copia della carta di circolazione del veicolo in allegato). Inoltre, fornendo la targa, si può anche sostare gratuitamente negli spazi contrassegnati dalle strisce blu. A Milano, invece, si può accedere liberamente (senza autorizzazioni e senza dazi) all’Area B e C. Per quanto riguarda i parcheggi, richiedendo un pass di 10 euro, si può lasciare la propria
macchina lungo le strisce gialle e blu per 5 anni (3 in caso di veicolo in leasing o noleggio). E i blocchi del traffico (sempre più restrittivi per via dello smog) non sono un problema. Così come il rifornimento. Le infrastrutture di ricarica trovano infatti il proprio habitat naturale in città e stanno formando una rete sempre più estesa (Enel X prevede d’installarne 28.000 entro il 2022).

4) Gode di agevolazioni fiscali.

Bisogna ricordare che il decreto Milleproroghe (D.L. n. 162/2019, in vigore dal 31 dicembre 2019) è intervenuto sulla disciplina (dettata dalla legge di Bilancio 2019) degli incentivi, regolamentati dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 marzo 2019. Acquistando un’auto elettrica, si può usufruire di un ecobonus pari a 6.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo di pari categoria (fino alla classe Euro 4). Comprando soltanto un nuovo mezzo, invece, la cifra è di 4.000 euro. Non si deve poi dimenticare l’esenzione dall’imposta di bollo per i primi cinque anni dalla data d’immatricolazione. Questo privilegio è permanente in Lombardia anche per le annate successive, mentre nel Lazio si paga 1/4 dell’importo dovuto.

5) Diverte (non solo al semaforo).

La dinamica di guida dell’auto elettrica è tutta da scoprire e da gustare. Le accelerazioni sono immediate e fluide, ideali quindi per le ripartenze cittadine. Per esempio, la Peugeot 208 1.2 turbo a benzina copre lo scatto da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi, mentre la versione elettrica ferma il cronometro a 8,1 secondi. In più, l’assenza delle vibrazioni, del rumore del motore e il baricentro basso permettono di affrontare le curve in sicurezza e di avere un maggiore comfort di marcia rispetto ai veicoli a combustibili fossili.

6) Un investimento da custodire.

Un altro aspetto da considerare attentamente è la tenuta del prezzo nel tempo dell’auto elettrica, che può perfino arrivare alla rivalutazione. Infatti, secondo uno studio di Cargurus, la Renault Zoe ha incrementato il proprio valore medio dal 2017 al 2019 del 18%, mentre l’equivalente Ford Fiesta ICE è scesa del 22%. Bisogna, quindi, provvedere alla corretta manutenzione del veicolo per preservarne il potenziale economico. A questo proposito si ricorda che la garanzia è di 8 anni per la batteria, (solitamente superiore a quella posta per l’intero veicolo). Dopo questo periodo, la capacità è pari al 70-75% rispetto a quella iniziale. Si può ancora usare come accumulatore da trazione con la giusta cautela, oppure può diventare una preziosa risorsa per alimentare i picchi di energia negli edifici.