Auto elettriche: silenziose sì, ma non troppo. Il senso del sistema Avas

di Carlo Frioli
Pubblicato il 16 Luglio 2019 14:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2019 14:11
Auto elettriche del futuro: silenziose sì, ma non troppo. Il senso del sistema Avas

La ricarica delle auto elettriche nella foto d’archivio Ansa

ROMA – Silenziose si, ma non troppo. Per rendere ancora più sicure le auto elettriche, da due settimane, è scesa in campo anche l’Unione Europea. Una direttiva comunitaria entrata in vigore il 1° luglio, infatti, stabilisce che i produttori e proprietari di e-car devono dotare i propri veicoli del sistema AVAS, acronimo di Audible Vehicle Alert System.

Una novità che si inserisce in un quadro estremamente favorevole per le auto a zero emissioni: in Italia, per esempio, il rapporto Anfia/Acea e Unrae fotografa un mercato in continua espansione verticale con vendite a +120% rispetto allo stesso periodo del 2018. E la prospettiva migliora anche dal punto di vista del rifornimento dal momento aziende come Enel X stanno attuando piani che prevedono la realizzazione di 28.000 punti di ricarica entro il 2022 e che oggi viaggiano ad un ritmo di circa 100 installazioni a settimana.

Quindi la sicurezza, garantita ora da AVAS, sistema che permette anche alle Auto elettriche (eV) di emettere un rumore mentre circolano, come i veicoli alimentati a carburante. La normativa è stata introdotta per garantire la massima sicurezza stradale e fa cadere, dunque, un’ulteriore obiezione di chi critica i veicoli elettrici. C’erano, infatti, alcune preoccupazioni per il silenzio delle auto elettriche, reputato eccessivo da alcuni osservatori che sottolineavano spesso i potenziali rischi per i non vedenti e per i pedoni distratti che non sentono il rumore dell’auto.

Tutti i nuovi modelli di auto elettriche prodotti a partire dal primo luglio, dunque, avranno installato di serie l’AVAS. Ma di cosa si tratta esattamente e come funziona? È un sistema che, tramite uno speaker, emette un suono artificiale – che potrà essere personalizzato dai diversi costruttori – che dovrà avere un volume che va da un minimo di 56 a un massimo di 75 decibel. L’attivazione dell’AVAS sarà obbligatoria fino a una velocità di 20 km/h e in retromarcia. Alcuni produttori hanno già installato l’AVAS nei loro modelli di auto elettriche in commercio (come la Jaguar I-PACE e la Nissan LEAF) ma finora il sistema era disattivabile in qualsiasi momento.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa il suono non potrà essere disattivato. I costruttori di auto elettriche si sono cimentati anche nella scelta del suono dell’Avas per la propria gamma, per utilizzare anche questa norma come un modo per differenziare e distinguere il proprio brand. Di sicuro i dispositivi Avas non hanno un rumore troppo strano: si è scoperto durante le sperimentazioni che suoni tipo film di fantascienza portavano i pedoni a guardare in alto. Sono, invece, suoni ben udibili e chiari.

L’intensità del rumore poi aumenterà proporzionalmente con la variazione della velocità del mezzo, adattandosi alla stessa, senza possibilità per il guidatore di disattivare o rendere inattivo il dispositivo. Come detto, il sistema entra in funzione ad una velocità inferiore ai 20 chilometri orari. Perché quella velocità? Secondo i legislatori è quella la soglia oltre la quale l’aerodinamica del veicolo ed il rotolamento degli pneumatici sono sufficienti per avvisare gli altri utenti della strada della presenza della vettura.

I proprietari di auto elettriche e ibride che sono già in circolazione che non hanno il sistema AVAS installato avranno tempo fino al primo luglio 2021 per aggiornare la propria vettura. Una norma equivalente sarà presto estesa anche negli Usa. Dal primo settembre, infatti, una normativa simile entrerà in vigore anche negli Stati Uniti, dove l’agenzia per la sicurezza stradale americana NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha stabilito che il suono prodotto dall’AVAS dovrà essere attivo fino a una velocità di 28 km/h.