Autostrade, Lega: limite a 150 km/h. Uno studio avverte: 400 morti in più l’anno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2018 16:42 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2018 16:42
Autostrade, Lega e limite da alzare: rischio aumento morti

Autostrade, Lega: limite a 150 km/h. Uno studio avverte: 400 morti in più l’anno

ROMA – Alzare il limite di velocità in autostrada a 150 chilometri orari. Questa la proposta lanciata nel 2001 dall’allora ministro Lunardi e rilanciata ora nel 2018 da Matteo Salvini. Ma cosa accadrebbe alzando questo limite? La velocità media in autostrada si alzerebbe di 5 chilometri orari, con l’aumento del rischio di incidenti e quindi con l’aumento non solo di traffico, ma anche di vittime. E secondo uno studio francese, si parla di circa 400 morti in più l’anno.

Vincenzo Borgomeo su Repubblica valuta i possibili effetti basandosi sulla teoria del professore Claude Got,  già presidente del Consiglio scientifico di CEESAR (Centre Européen d’Etudes de sécurité et d’Analyse des risques) e membro anziano del Comitato di esperti presso il Consiglio Nazionale della sicurezza stradale francese. Got nella rivista Sciences et Avenir spiega in un articolo di luglio 2018 che riducendo la velocità massima di 10 chilometri orari in autostrada in Francia avrebbe permesso di salvare in media 400 vite all’anno. Abbassando invece la velocità media di 2 o 3 chilometri orari, le vite salvate sarebbero state 200 l’anno. 

La teoria di Got si basa sui dati dello studio Salomon del 1964, basato su un campione di 10mila veicoli incidentati e sui rapporti della polizia stilati. LGot si è poi concentrato anche sul ruolo delle velocità negli incidenti e sui tempi di reazione. Inoltre il professore ha analizzato le statistiche relative alle velocità delle vetture al momento dell’impatto e un modello puramente statistico che calcola il rischio di incidente basato sulla velocità media dei veicoli in un determinato tratto di strada. Il risultato dunque, supportato dai dati relativi a incidenti stradali e velocità, per Got ha dimostrato un aumento dei rischi.

Anche l’Asaps, associazione sostenitori della Polstrada, si è schierata contro l’ipotesi di innalzare il limite di velocità. Giordano Biserni, presidente dell’associazione, ha spiegato: “Non porterà concretamente nessun vantaggio, ma comporterà solo svantaggi: più consumi, più inquinamento, più rischi di incidenti e inutili e spesso inesistenti guadagni di tempo. Di fatto con questa riedizione del vecchio progetto Lunardi (2001) non si guadagnerà assolutamente tempo, perché è dimostrato che a una elevazione del limite anche di soli 10 chilometri (di più per 20 chilometri) aumenterebbero parallelamente i sinistri, magari anche di lieve entità, ma che causerebbero più frequenti code e rallentamenti. E i 20 chilometri orari in più nel tratto Milano-Rimini farebbero guadagnare poco più di 15 minuti”.

Tenuto poi conto del 5% di tolleranza sul misurato, calcola Biserni, “con questa modifica si verificherà la situazione assurda che chi corre fino a 200 chilometri orari di media se la caverà con appena 169 euro di sanzione e solo tre punticini di prelievo, come per un sorpasso irregolare di lieve entità, come accendere gli abbaglianti quando non è consentito”.

“Se le macchine sono oggi molto più sicure – si domanda il presidente dell’Asaps – come mai nessun Paese ha pensato o pensa di elevare i militi di velocità? Anzi in alcuni Paesi (vedi Francia e Spagna) si stanno abbassando di 10 chilometri i limiti delle statali. Abbiamo forse in Italia un parco veicoli migliore degli altri Stati? No, è mediamente più datato, con una media di 11 anni di vita”. E se il Tutor “in larga parte è stato determinante per ottenere risultati molto positivi e addirittura clamorosi”, è però stato progettato “per limitare le velocità, secondo i limiti massimi previsti, non per permettere poi di elevarli”.