Ecotassa, l’elenco delle auto colpite: chi dovrà pagare e quanto

di Alessandro Avico
Pubblicato il 1 marzo 2019 10:15 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2019 10:26
Ecotassa, l'elenco delle auto colpite: chi dovrà pagare e quanto

Ecotassa, l’elenco delle auto colpite: chi dovrà pagare e quanto (Ansa)

ROMA – Scatta da oggi, 1 marzo 2019, l’ecotassa introdotta con il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio: viene previsto un tributo da pagare (il malus) che va da 1.100 a 2.500 euro in base a quanta CO2 emette l’autovettura. La tassa scatta con le nuove immatricolazioni ed è stata voluta dal governo M5S e Lega. Colpisce, oltre alle autovetture di grossa cilindrata, anche quelle economiche, con prezzi di listino sotto ai 15mila euro.

Ad esempio la Dacia Lodgy Stepway, un autoveicolo economico rispetto alla sua categoria, con un prezzo che parte da 14.900 euro, ma con le emissioni che superano il livello massimo consentito per essere esentati dalla ecotassa, avrà un sovrapprezzo di 1.100 euro. Tra le auto più diffuse ed economiche colpite dal provvedimento c’è anche il Fiat Qubo, che nelle motorizzazioni 1.4 a benzina vedrà un sovrapprezzo di 1.100 euro su un prezzo di listino che parte da poco più di 14mila euro.

Ecco l’elenco delle auto colpite dagli aumenti:

Volkswagen Golf 2.0 R + 1.600 euro

Fiat Doblò 1.400 cc benzina +1.600 euro

Fiat 500L Cross + 1.100 euro

Fiat Qubo + 1.100 euro

Giulietta 1.4 Turbo + 1.100 euro

Dacia Lodgy Stepway + 1.100 euro

Suzuky Jimmy 1.5 + 1.100 euro

L’ecotassa scatta in base a quanta anidride carbonica emette l’auto, ma ad essere considerati inquinanti sono le polveri sottili sulla base delle quali scattano i blocchi del traffico nelle grandi città. Il valore massimo consentito dalla nuova norma, che interessa solamente le nuove immatricolazioni ed esenta km zero e usato, è pari a 160 grammi di CO2. Al di sopra di questo valore, scatta la tassa, che parte dai 1.100 euro fino ai 175 grammi. Dai 176 grammi ai 200 l’ecotassa è di 1.600 euro; dai 201 ai 250 è di 2mila euro e al di sopra di questi valori sarà pari a 2.500 euro.

Il versamento, secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, dovrà essere effettuato dall’acquirente entro la data di immatricolazione attraverso il modello F24. La nuova tassa dovrebbe salvare le utilitarie, ma non è detto. Perchè si scarica anche su quelle economiche, con prezzi sotto ai 15mila euro.

Fonte Adnkronos.