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Ferrari, altra stagione da dimenticare: nel 2018 vietato sbagliare

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Ferrari, altra stagione da dimenticare: nel 2018 vietato sbagliare
ANSA

ROMA – Festeggiamenti a Miami per Lewis Hamilton, pensieri e rimpianti per Sebastian Vettel. Il caos alla partenza del Gp del Messico ha segnato il programma notturno dei protagonisti del Mondiale di Formula 1, chiusosi con due gare di anticipo con l’assegnazione del titolo all’inglese della Mercedes, nonostante il nono posto finale, e la resa definitiva del ferrarista.

Il neo-quattro volte campione del Mondo con un aereo privato ha raggiunto da Città del Messico la Florida per una festa conclusa solo all’alba nell’esclusiva discoteca ‘Liv’, circondato da amici e parenti.

Solo voglia di dimenticare per il tedesco, che dopo la vittoria in Ungheria, tra errori e sfortuna, non è più riuscito a contrastare la rimonta dell’avversario, nonostante una Ferrari prestazionale.

Vettel e il team di Maranello devono ripartire da questo dato per chiudere bene la stagione e preparare la prossima, ma il panorama nel circus sta cambiano. La Mercedes non intende mollare lo scettro, conquistato con gran fatica per la quarta volta quest’anno, ma alla ribalta vuol salire anche la Red Bull, giustificata dalle prestazioni delle ultime gare.

Max Verstappen ieri ha messo tutti alla corda e intanto sulla ritrovata competitività della power unit Renault conta anche una vecchia volpe come Fernando Alonso, che l’anno prossimo ne disporrà sulla McLaren. Così la Formula 1 dell’anno prossimo potrebbe assomigliare all’attuale campionato di serie A, con una Mercedes-Juve sempre favorita ma non più ammazzasette.

Il n.1 del Cavallino, Sergio Marchionne, che ai tempi di Monza sperava in una soluzione ben diversa del Mondiale, conta che il team “abbia imparato il massimo possibile dagli errori per cercare di incorporare le soluzioni giuste per la macchina 2018”.

Non saranno più ammessi problemi di componentistica come quelli capitati in Asia, disastrosi anche per l’immagine, ma anche i piloti dovranno fare qualcosa di più: Vettel nella gestione di certi momenti – vedi la partenza a Singapore, probabilmente il momento chiave della stagione -, Kimi Raikkonen nella capacità di incidere.

Una scelta ragionata quella di confermare il finlandese, chiamato a dare decisamente di più in quello che potrebbe essere il suo ultimo anno nel circus. I sei podi 2017 non sono abbastanza, specie se si vuol puntare anche al mondiale costruttori, che a Maranello manca dal 2008.

Il titolo piloti da un anno in più e mai come stavolta ad un certo punto era sembrato possibile. Per questo la delusione è ancora più grande.

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