Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, trionfa nel Gp di Malesia di Moto2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 novembre 2018 15:37 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2018 15:41
Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, trionfa nel Gp di Malesia di Moto2

Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, trionfa nel Gp di Malesia di Moto2 (Ansa)

SEPANG (MALESIA) – Non porta un cognome ‘pesante’ solo perché il papà non è lo stesso. Ma Luca Marini con suo fratello Valentino Rossi ha tanto in comune, da mamma Stefania a quella passione per le moto che a Sepang ha portato il giovane pilota a centrare la prima vittoria nel mondiale delle Moto2. Rossi lo aveva messo sull’avviso quando qualche anno il fratello gli aveva comunicato che non intendeva proseguire nel calcio – dove pure non era malaccio – e voleva seguire le sue orme.

“Sei sicuro? – ha raccontato a Sepang Rossi – Guarda che per te potrebbero essere belle beghe”. Ma Luca, 21 anni compiuti lo scorso agosto, non si è lasciato dissuadere dagli inevitabili accostamenti con l’ingombrante fratello ed è andato dritto per la sua strada, anche perché il mondo delle minimoto lo aveva affascinato ben prima del pallone, già a 5 anni. In Malesia, al termine della gara di Moto2 è arrivato il suo primo successo, nel giorno in cui Francesco Bagnaia, compagno di box nello SKY Racing Team VR46, ha conquistato il titolo iridato della classe intermedia. Luca e Valentino si sono poi uniti in un lungo abbraccio, sulla pista.

“E’ stata davvero dura, però quando sei primo e hai un gran feeling con la moto diventa tutto più semplice – le parole di Luca subito dopo il traguardo – A chi dedico questa vittoria? Alla mia famiglia, alla mia ragazza e a mio fratello, era lì alla fine della gara a guardarmi”.

“Mi sono emozionato” ha risposto Valentino. La prima stagione iridata di Marini risale al 2013, in Moto3. Poi il passaggio alla Moto2 e, quest’anno, l’ingresso nello SKY Racing Team VR46 per un 2018 vissuto in costante ascesa. “Non mi sono mai sentito un raccomandato – ripete lui spesso – Io voglio fare la mia strada”.