Sergio Marchionne, condizioni stazionarie: niente bollettino medico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 10:18 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2018 10:18
Sergio Marchionne, condizioni stazionarie: niente bollettino medico

Sergio Marchionne, condizioni stazionarie: niente bollettino medico

ROMA – Sono stazionarie le condizioni dell’ex a.d di Fca Sergio Marchionne ricoverato in terapia intensiva in condizioni irreversibili all’ospedale universitario di Zurigo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Non ci sono conferme da parte dell’azienda né sono previsti bollettini medici. Il top manager, che avrebbe un tumore ai polmoni, è nell’ospedale svizzero da oltre tre settimane dopo un’operazione alla spalla destra che si doveva risolvere con un breve periodo di convalescenza. Le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate nei giorni scorsi, tanto che è stato accelerato il processo di transizione nel gruppo automobilistico.

“E’ molto difficile per me parlare di Sergio Marchionne che con Gianluigi Gabetti è stato il mio migliore amico di una vita”. Comincia così la lettera al Corriere della Sera di Franzo Grande Stevens, legale dell’avvocato Agnelli in cui parla del rapporto ultradecennale con Sergio Marchionne. “Sergio – afferma Grande Stevens – è un uomo che sarebbe piaciuto a Giovanni Agnelli che da sabaudo illuminato aveva dimostrato sempre grande interesse per gli intellettuali e per i sofisticati meccanismi finanziari. Giovanni Agnelli ne avrebbe apprezzato l’unicità”.

Ed ancora “Gabetti e io avremmo potuto considerarlo per la nostra età un figlio (il mio primo ha soltanto quattro anni di meno) e invece divenne un nostro fratello, che ci consultava e ci insegnava cosa vuol dire occuparsi del successo di una grande azienda”. “Il dolore per la sua malattia è indicibile – dice ancora Grande Stevens – quando dalla TV di Londra appresi il giovedì sera che era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette “.

“Tuttavia – aggiunge – quando seppi che era soltanto un ‘intervento alla spalla’ sperai. Invece, come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii era vicino alla fine”. “Marchionne – conclude – ha lasciato una società che ha raggiunto l’incredibile risultato dell’azzeramento del debito e l’avvio di una vita di successi. Mi auguro che sulla strada che egli ha tracciato, sul suo esempio, la Fca prosegua con gli stessi risultati. Soltanto così il grande dolore di tutti noi potrà alleviarsi”.