Antonello Venditti confessa in concerto: “Volevo farla finita. Mi salvarono Lucio Dalla e Milano”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 30 marzo 2019 14:39 | Ultimo aggiornamento: 30 marzo 2019 14:39
Antonello Venditti confessa in concerto: "Volevo farla finita. Mi salvarono Lucio Dalla e Milano"

Antonello Venditti confessa in concerto: “Volevo farla finita. Mi salvarono Lucio Dalla e Milano”

MILANO – “Volevo farla finita, mi hanno salvato Lucio Dalla e una Milano fantastica”. Lo ha confessato Antonello Venditti al pubblico di 10 mila fan che lo ha accolto ieri sera al Forum di Assago. Un entusiasmo che il cantautore romano ha voluto ripagare con una confidenza speciale.

“Mi trovai al castello di Carimate nel 1980 senza una lira e con la voglia sincera di farla finita dopo la fine di una relazione”. Comincia così il racconto di Venditti che all’epoca aveva appena divorziato dall’attrice Simona Izzo. Per fortuna, diciamo oggi, il cantante incontrò “un angioletto con un cuore grande così che si chiamava Lucio Dalla. Conobbi una Milano fantastica che mi ha dato una mano, sono stato per due anni tra Carimate e la città, a un certo punto parlavo milanese. Mi ero perfettamente integrato nel vostro mondo quando a un certo punto sulla strada Comasina (la Statale che collega Milano a Como, ndr), che era diventata il mio regno, incontrai Lucio penzoloni su una gip che mi disse: ‘Ti ho trovato casa a Roma’”.

Fu in quel periodo milanese, svela Venditti al pubblico accorso al concerto per i 40 anni dell’album “Sotto il segno dei Pesci”, che scrisse una delle sue canzoni più note, “Dimmelo tu cos’è”, ispirata proprio all’epilogo della sua storia d’amore.

“Tornai a Roma di corsa – prosegue il suo racconto – e, sfruttando il fatto che ero separato, usai tutti i mezzi per sedurre la signora proprietaria della casa che Lucio mi aveva trovato. Operai bene e il prezzo si abbassò molto”.

In oltre tre ore di spettacolo Venditti ha presentato così tutti i suoi più grandi successi, da “Ci vorrebbe un amico” a “Sara” a “Ricordati di me” per concludere con “Roma capoccia”. Ad ogni hit ha intrattenuto il pubblico con ricordi accorati dei suoi anni Settanta. Con la canzone “Chen il cinese”, in particolare, ha evocato l’epoca in cui l’eroina ha stroncato tanti ragazzi della sua generazione esplicitando la sua preferenza verso la marijuana, “pur non essendo un frequentatore di spinelli”, che definisce “qualcosa che ti accende la fantasia e ti fa volare”. A differenza dell’eroina che, come per il personaggio di “Chen il cinese”, si rivelava sempre “un mutuo assassino”. (Fonte: Agi)