Berliner Philharmoniker senza direttore: fumata nera. Non era mai successo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 19:29 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 19:29
Berliner Philharmoniker senza direttore: fumata nera. Non era mai successo

Berliner Philharmoniker senza direttore: fumata nera. Non era mai successo

BERLINO – Berliner Philharmoniker ancora senza il nuovo direttore. Certo, si tratta di quello che dovrà dirigere l’orchestra tedesca dal 2018, quando Simon Rattle sarà andato via, a Londra. Ma è la prima volta che i 124 musicisti si riuniscono per 12 ore senza trovare l’accordo sul successore dell’attuale maestro.

I musicisti sono rimasti riuniti per una giornata chiusi nella blindatissima Chiesa di Gesù Cristo a Dahlem, nella parte ovest di Berlino, ma non sono riusciti a raggiungere una maggioranza e hanno deciso di rinviare all’anno prossimo l’elezione.

La riunione era cominciata alle 10 sotto consegna assoluta del silenzio. Solo in fine mattinata si è saputo che si svolgeva nella Chiesa di Gesù Cristo a Dahlem, luogo storico usato per la sua buona acustica nel dopoguerra per le incisioni dei Berliner da direttori leggendari come Wilhelm Furtwaengler e Herbert von Karajan. Nella rosa dei papabili, i lettoni Andris Nelsons (36 anni) e Mariss Jansons (72), il tedesco Christian Thielemann (56), il venezuelano Gustavo Dudamel (34) e l’israelo-argentino Daniel Barenboim (72).

Top secret anche il tipo di maggioranza necessaria per l’elezione: semplice, assoluta, due terzi? Mistero. Mistero anche sulle tornate necessarie per raggiungere la maggioranza: una portavoce si era limitata a parlare di ‘chiara maggioranza’. In un primo momento il risultato era stato annunciato per le 14. Poi è slittato alle 18:30, alle 19, alle 19.30 e alle 20. Alle 21:30 ancora nulla, quindi l’annuncio senza precedenti del rinvio all’anno prossimo.

I Berliner, considerati la migliore orchestra tedesca e, per molti, la migliore in assoluto, sono anche la sola orchestra al mondo che elegge democraticamente il proprio direttore. Ciò che le conferisce una patente di democraticità ma anche un potere assoluto, spesso al di sopra dello stesso direttore.

Fondata nel 1882, ha avuto finora pochi direttori, sei in tutto: Hans von Buelow, Arthur Nikisch, Wilhelm Furtwaengler, Herbert von Karajan, Claudio Abbado e Simon Rattle. Oggi avrebbe dovuto essere eletto il settimo, il successore di Rattle, che nel 2018 lascia e andrà già dal 2017 a dirigere la London Symphony Orchestra.

La scelta del direttore non riguarda soltanto una persona, ma il futuro stesso dell’orchestra nei prossimi anni o decenni. Meglio con un giovane, propenso a repertorio moderno e anche a operazioni commerciali e crossover musicali? O Meglio un maestro consolidato, espressione della grande tradizione, capace di riportare i Berliner nel loro antico alveo, quello del mitico ‘suono tedesco’? Fra i primi molto gettonato era Nelsons. Fra i secondi Thielemann, specialista del repertorio romantico tedesco (Wagner, Brahms, Beethoven, Strauss). Le due fazioni non sono evidentemente riuscite ad accordarsi: conclave rinviato.