Biagio Antonacci, musicista Lenny de Luca lo accusa: “Ha copiato un mio brano”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 ottobre 2018 12:40 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018 12:40
Biagio Antonacci

Il cantante Biagio Antonacci (foto Ansa)

MILANO – C’è “palese coincidenza” nella melodia e in particolare nel “ritornello” tra la canzone ‘Mio fratello’, successo degli ultimi mesi di Biagio Antonacci, e un pezzo intitolato ‘Sogno d’amore’ depositato alla Siae più di dieci anni fa.

Lo sostiene l’autore di quest’ultimo brano, il musicista Lenny de Luca, che, assistito dai legali dello Studio Lione Sarli, ha già inviato all’etichetta discografica del cantante milanese una lettera di diffida per chiedere il riconoscimento dei diritti d’autore ed è pronto ad intentare una causa civile per plagio.

Nella diffida Lenny de Luca spiega di aver creato nel 2005 il brano “Sogno D’amore” “proposto” anche ad Adriano Celentano e poi ha “sottoscritto un contratto in esclusiva con la società Editore ViaMeda srl-RadioRama, facente capo al cantante Eros Ramazzotti”, depositando di nuovo la canzone nel 2012. Ora, dopo “un’attenta comparazione” con il singolo di Antonacci uscito ad aprile, ha riscontrato “la coincidenza di ben 8 battute e in particolare del ritornello”.

Secondo la diffida del musicista, assistito dall’avvocato Antonio Lione, oltre alla “palese coincidenza della melodia” va evidenziata anche la circostanza che tra i produttori di “Mio Fratello” c’è Fabrizio Ferraguzzo che, come chiarisce il legale, “nel 2015 aveva collaborato con la società di Eros Ramazzotti che, come già detto, aveva edito il brano ‘Sogno d’amore'”.

Nella diffida, inviata alla Iris srl, l’etichetta di Antonacci, l’avvocato cita una sentenza della Cassazione che ha stabilito che “il plagio di una composizione musicale può riguardare anche una parte della composizione stessa. Anche un motivo non del tutto banale presente nel ritornello d’una canzone – ha scritto la Suprema Corte – può formare oggetto di plagio quando si stato ripreso con particolare insistenza e risalto”.

Per questi motivi, data la “inoppugnabile coincidenza e uguaglianza tra i brani”, il musicista ha chiesto il riconoscimento dei diritti sull’opera e, poiché non gli sono stati riconosciuti dopo la diffida, ha deciso di depositare nei prossimi giorni un atto di citazione in sede civile. A seguire il brano di Biagio Antonacci incriminato.