Bologna, stop a concerto dello Stato Sociale. Soprintendenza: “Mica sono Dalla o Nek”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2018 13:59 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018 13:59
Bologna, stop a concerto dello Stato Sociale. Soprintendenza: "Mica sono Dalla o Nek"

Bologna, stop a concerto dello Stato Sociale. Soprintendenza: “Mica sono Dalla o Nek”

BOLOGNA – Lo Stato Sociale chi? E’ bufera a Bologna per il permesso negato dalla Soprintendenza al concerto in piazza Maggiore della band capitanata da Lodo Guenzi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sono arrivati secondi a Sanremo 2018 e l’assessore Matteo Lepore, preso dall’entusiasmo, aveva subito fissato la data del 12 giugno invitandoli pubblicamente ad esibirsi nella città natìa. Ma il Soprintendente ai Beni Culturali, Andrea Capelli, non gli ha riconosciuto “l’alto valore culturale” necessario secondo il protocollo.

Di più, interpellato dal quotidiano la Repubblica, Capelli confessa candidamente la sua ignoranza: “Chi sono questi dello Stato Sociale? Io non li ho mai sentiti. Non sono mica Gianni Morandi, o Lucio Dalla, o Vasco Rossi, o Nek”.

Considerazioni che hanno mandato su tutte le furie il sindaco Virginio Merola, oltretutto imbarazzato per il contestuale stop dalla stessa Soprintendeza all’installazione dei container del Village in via del Guasto, altro evento di punta dell’estate bolognese.

Due forfait, che la stessa amministrazione comunale fatica a digerire. “La misura è colma”, tuona Merola perché “lo decidono le istituzioni elette dai cittadini cos’é adeguato”. “Riteniamo – prosegue il sindaco – le prescrizioni inaccettabili’’ e gli uffici comunali hanno già risposto con l’invio di un documento contenente le controdeduzioni e, se ciò non dovesse bastare, l’amministrazione “è pronta a ricorrere alle vie legali”.

La Soprintendenza ha a sua volta dieci giorni per rispondere e dunque i tempi sono stretti. Ma il Soprintendente Capelli ha già fatto sapere: “È la legge che dice che abbiamo voce in capitolo sulle piazze storiche – ha riferito sempre al quotidiano La Repubblica – Lui piuttosto non può fare conferenze stampa per dire gli affari nostri. Fa male a rivolgersi all’opinione pubblica per farsi dar ragione, con nomi e cognomi. Cosa vuole? Lapidare il Soprintendente?”.

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