Brusco e la canzone per Daniele De Rossi: “Ora siamo più soli. Come Wallace… contro Mbappè” L’INTERVISTA

di Gianluca Pace
Pubblicato il 28 maggio 2019 10:40 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2019 10:43
Brusco e la canzone per Daniele De Rossi: "Ora siamo più soli. Come Wallace... contro Mbappè" L'INTERVISTA

Brusco e la canzone per Daniele De Rossi: “Ora siamo più soli. Come Wallace… contro Mbappè” L’INTERVISTA

ROMA – “Anche vincendolo un campionato, più di così non ti avrei amato” canta “Brusco” nella canzone “Daje Daniè” dedicata a Daniele De Rossi. Che emozioni hai provato alla fine di Roma-Parma? “Emozioni contrastanti. Da un lato la tristezza nel vedere la fine di una carriera e di un’epoca. Però c’è stato anche il piacere di vedere tante persone condividere un sentimento unico. Non è facile vedere adulti che piangono e si abbracciano. E io, confesso, sono un romanticone”.

Cosa hai pensato appena hai letto le prime notizie sul fatto che la Roma non avrebbe rinnovato il contratto a De Rossi? “Sapevo che il giorno dopo ci sarebbe stata la conferenza stampa. Quindi ho semplicemente aspettato. Poi durante la conferenza stampa, almeno nella prima parte, sembrava che la scelta fosse stata condivisa tra il calciatore e la società. Poi invece è stato molto sgradevole capire che in verità le cose non erano andate così. Che era stata una scelta unilaterale”.

“Poi – continua – quando sono usciti i vari audio in cui De Rossi spiegava come erano andate le trattative mi sono anche innervosito. Perché si è capito che in realtà era stata una scelta economica. Una mera questione economica. E trattandosi di un ingaggio non così elevato per la Roma, la scelta, dal mio punto di vista, è stata ancora più incomprensibile considerando anche come sono stati investiti molto spesso i soldi da parte di questa società. Tutto mi è sembrato decisamente di cattivo gusto, soprattutto nei confronti di un calciatore come De Rossi. A maggior ragione dopo la vicenda di Francesco Totti che aveva già dimostrato quanto era forte l’affetto dei nostri tifosi per le nostre bandiere. Mi è sembrata quasi una scelta provocatoria”.

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Com’è nata la canzone? “La canzone è nata venerdì pomeriggio. Io stavo registrando altre canzoni in studio quando ho iniziato a scrivere i primi versi che mi erano venuti in mente mentre ero in macchina. Poi devo dire che l’ho scritta di getto. Al volo. Come tutte le cose che sono, diciamo, sentite. La sera poi mi hanno rigirato la canzone mixata e l’ho fatta ascoltare a qualche amico. E alla fine è passata in radio e ha preso piede. Non era una cosa programmata. Non ho avuto neanche tanto tempo per gestirla. Il prodotto, infatti, è arrangiato in maniera molto elementare ma la canzone è piaciuta subito e sono molto contento del riscontro”.

Nella canzone dici “… non sono senza cuore come James Pallotta”.

“Eh sì. Secondo me anche dal punto di vista imprenditoriale non è stata una scelta saggia. Hanno ignorato il sentimento di quelli che quest’azienda reputa suoi clienti. E come se la Apple all’improvviso decidesse di usare un dito medio alzato al posto della mela. Una scelta che quindi, anche dal punto di vista imprenditoriale, non ho proprio capito”. Quali sono i tuoi ricordi più forti legati a De Rossi? “Non abbiamo vinto cose indimenticabili e per questo i ricordi si spalmano in diversi periodi della sua carriera dentro e fuori dal campo. Fuori dal campo ha fatto delle cose bellissime come quando decise di posare nella bara di Pietro Lombardi, il magazziniere della Nazionale del 2006, la medaglia d’oro vinta in quel Mondiale. Ricordo anche come accettò, senza neanche una protesta, di restare in panchina a lungo quando Zdenek Zeman scelse al suo posto Tachtsidis. Senza dimenticare le sue dichiarazioni, mai banali. E’ sempre stato molto vero”.

E’ stato più toccante l’addio di De Rossi o quello di Totti? “Oddio… E’ difficile ma ti devo dire di Totti. Mi sono commosso anche con quello di De Rossi ma quello di Totti è stato davvero uno strazio interminabile. Anche con la lettera che ha letto davanti a tutti. Fece anche, diciamo, più show. Quello di De Rossi invece è stato più sobrio. Come calciatore Totti è stato l’essere vivente che mi ha dato più gioia. Mi ha fatto esultare e provare emozioni forti così tante volte. L’addio di Totti, ammetto, l’ho vissuto con un trasporto ancora maggiore di quello di De Rossi”.

“Senza di te… so’ come Wallace contro Mbappè”. Com’è essere Wallace contro Mbappè? Qui ride. “Diciamo che la canzone è stata scritta in modo molto veloce. E quando ci sono dei brani così sentimentali se si riesce anche a strappare un sorriso con uno sfottò il brano ne giova parecchio. Lo rende più piacevole”.

E’ la tua seconda canzone sulla Roma dopo quella dello scudetto… “In realtà sono tre. Quella dello scudetto, questa e una del 2009 che si chiamava ‘La Sensi che mi piace’. D’altronde la presidente di allora non mi piaceva… al contrario della pianta”.

“La Roma – mi spiega – è una delle mie passioni e mi fa piacere parlarne ma non mi va di abusarne. Forse l’ho già fatto. Ma questa canzone per De Rossi è nata in maniera spontanea. E nessuno in fondo ci aveva pensato. Forse perché ci hanno dato poco tempo. E’ stato tutto veloce. Quando si parla di calcio poi c’è sempre il rischio di creare spaccature e invece fortunatamente tutti hanno accolto bene la canzone”.

C’è qualche aneddoto particolare legato alla canzone dello scudetto? “Tanti. All’epoca non c’erano i social ma ha avuto un successo incredibile. Cerco di non fare poi queste canzoni ai concerti perché il calcio divide. Anche più della politica e dell’amore. Per questo non mi va di parlare di calcio durante i live”. Quando uscirà il nuovo album? “Quest’autunno. Da inizio maggio sto pubblicando vari pezzi con diverse collaborazioni. Collaborazioni con persone che fanno generi musicali distanti dal mio. Un modo per continuare a sperimentare. Adesso usciranno nuovi brani e poi in autunno il nuovo album”. Sarai in tour quest’estate? “Sì. Assolutamente. Sarò in tutta Italia con la band o con il dj”. Chissà, forse quest’estate Brusco riuscirà a non farci più sentire soli come… Wallace contro Mbappè.

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