“Dodi Battaglia è mio padre”: ma il Tribunale di Bologna dice che non è vero

Pubblicato il 22 dicembre 2010 17:22 | Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2010 17:32

Quando aveva ormai 36 anni, nel 2006, ha fatto partire una causa di riconoscimento di paternità sostenendo che Donato “Dodi” Battaglia, chitarrista dei Pooh, era suo padre. Ma ora il Tribunale di Bologna ha stabilito definitivamente, anche dopo un doppio test del Dna, che così non è. L’uomo, Riccardo Carlo Donato L., di Catania, oggi quarantenne, aveva chiesto la dichiarazione di paternità di “Dodi” Battaglia, sostenendo che negli anni 1969-70 tra la madre, nata nel ’50, e il chitarrista e compositore delle musiche dei Pooh c’era stata una storia d’amore, pur senza convivenza.

Battaglia, bolognese, assistito dalle avvocatesse Chiara Rinaldi e Francesca Giardini, però ha sempre sostenuto che non era vero. L’esame del Dna, eseguito dalla professoressa Susi Pelotti, ha rilevato una incompatibilità tra le caratteristiche genetiche delle parti e ha ”nettamente escluso” – scrivono i giudici Angela de Meo, Maria Fiammetta Squarzoni e Maria Cristina Borgo – la paternità di Battaglia nei confronti del catanese.

Un esame che – ha osservato il collegio – “ha margini di sicurezza elevatissimi per l’acquisizione della conoscenza del rapporto di filiazione naturale. Quindi si deve concludere per l’infondatezza della domanda”. Lo stesso pm Giuseppe Di Giorgio (in questo tipo di procedure deve intervenire per legge anche la Procura) si era pronunciato contro l’accoglimento della richiesta. I giudici hanno respinto la domanda ”per essere rimasta priva di supporto probatorio”.

Tra le prove che dovevano dimostrare la passata relazione c’era una foto in cui comparivano sia Battaglia che la madre dell’uomo, ma insieme ad altre persone. Oltre alla dichiarazione di paternità era stato chiesto un assegno mensile di 22 mila euro e gli arretrati.

”E’ una vicenda incomprensibile e dolorosissima – hanno spiegato le legali del musicista – Il nostro cliente ha affrontato un processo che è durato quattro anni e che ha emotivamente segnato lui e la sua famiglia. Oggi è stata accertata la verità, ma un pensiero va alla triste vicenda umana di cui è stato protagonista solo un giovane uomo in cerca di un padre”.