Drefgold, polemiche per il concerto a Rovereto. I genitori raccolgono le firme contro l’esibizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 novembre 2018 14:38 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2018 14:38
Drefgold, polemiche per il concerto a Rovereto. I genitori raccolgono le firme contro l'esibizione (foto Instagram)

Drefgold, polemiche per il concerto a Rovereto. I genitori raccolgono le firme contro l’esibizione (foto Instagram)

TRENTO – A Rovereto scoppiano le polemiche per la partecipazione del trapper Drefgold al concerto di Natale finanziato dal Comune. Partecipazione che ora è in dubbio per le proteste di molti genitori che hanno organizzato una raccolte firme per bloccare l’esibizione. Secondo la petizione, infatti, i testi di Drefgold sono “troppo espliciti e inneggiano al consumo di droga”.

Così il Consiglio Comunale ha deciso che rivedrà il programma.

Lo scorso 20 agosto era stato chiuso il bando indetto per tale evento e aveva vinto il produttore musicale Agostino Carollo. Ora, però, il Consiglio Comunale ha deciso di riconsiderare il programma presentato da Carollo, perché “il tema è diverso” da quello natalizio indicato nel bando.

Il sindaco di Rovereto Francesco Valduga ha precisato che”nessuno censura nessuno, sono contrario ad ogni forma di censura”, ma in questo caso è il Comune ad erogare soldi per lo sviluppo dell’evento: “Se il Comune non spende alcunché non sussistono problemi, altra cosa se viene inserito in un programma di eventi finanziato dal Comune”.

Il produttore, invece, sostiene che “Drefgold rappresenta la voglia di riscatto dei giovani, un impegno a che le nuove generazioni non rinuncino ai propri sogni, promuove autostima, voglia di fare”.

In difesa del trapper si è schierato anche Giulia Rossetto, psicologa dell’adolescenza:”Dire no a un cantante per i contenuti equivale a negare fasi dell’ adolescenza, in cui si sta in bilico tra parte costruttiva e distruttiva: negando quest’ultima con perbenismo si allontanano i ragazzi, si dice loro che agiscono male e non è vero, dobbiamo essere noi adulti e non etichettare tutto”.