Elvis Presley, il concerto virtuale al Forum di Assago con orchestra e the king sul maxi-schermo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 giugno 2018 11:03 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2018 11:15
Elvis Presley, il concerto virtuale al Forum di Assago con orchestra e the king sul maxi-schermo

Elvis Presley, il concerto virtuale al Forum di Assago con orchestra e the king sul maxi-schermo

ROMA – Da quando se ne è andato nel 1977, la Elvis Presley mania resta fra i più potenti sentimenti della cultura popolare e, grazie a tecnologia e senso degli affari, il mito resuscita, anche se un po’ acciaccato, sui palchi di mezzo mondo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Al Forum di Assago, la sera del 14 giugno scorso, circa 2500 orfani irriducibilmente devoti hanno assistito allo show virtuale del re del rock&roll, splendido e intonato come ai tempi d’oro dal maxi-schermo e accompagnato da una orchestra live di 70 elementi.

Lo show si chiama “The wonder of you” ed è stato organizzato a Graceland per celebrare il quarantennale della scomparsa da Priscilla Presley, vedova miliardaria e custode dell’eredità musicale e non della più grande icona pop (un miliardo di dischi venduti) che lo sta portando in tour mondiale. A dirla tutta – lo fa Marinella Venegoni su La Stampa – non è stato certo un sold out: la sala del Forum ha una capienza più che doppia rispetto ai fan di Elvis convenuti ad Assago, in prevalenza turisti stranieri. Che si sono consolati tuttavia con la presenza della vispissima Priscilla che non ha lesinato autografi, selfie e contatto diretto con il pubblico.

È un mettersi in gioco alquanto stravagante per un’attrice che fu di bellezza oltraggiosa come ricordano le foto, una miliardaria di 73 anni (Elvis ne avrebbe 83), decisa a conservare con tenacia la memoria dell’ex marito che la lasciò erede del patrimonio rock: a lei si deve il lancio di Graceland come museo da visitare, e da qualche anno il rilancio con raccolte registrate e concerti live di un’icona che sembrava non dover tramontare mai. (Marinella Venegoni, La Stampa)