Faccetta nera, canzone colonialista che a Mussolini appariva troppo di sinistra

Pubblicato il 26 dicembre 2010 22:47 | Ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2010 0:49
faccettanera

Faccetta nera versione eros paisà

moto e cammello

Faccetta nera versione 1936: niente ciapa 'l camel, ma sali in moto

Faccetta nera è una canzone scritta da Giuseppe Micheli e musicata da Mario Ruccione nel 1935. Essa è stata composta in occasione della grande diffusione di notizie da parte della propaganda fascista relative all’Etiopia, che servirono in parte a giustificare l’intervento militare dell’Italia.

Faccetta nera nacque come poesia in dialetto romanesco e venne musicata da Mario Ruccione (che nella sua lunga carriera ha dato agli italiani numerose canzoni poplarissime)  e conobbe l’onore della ribalta al teatro Capranica, grazie all’interpretazione di Carlo Buti.

Wikipedia racconta: “Al cinema-teatro Quattro Fontane di Roma, Faccetta nera viene cantata dalla compagnia di Anna Fougez. In scena compare in catene una giovane di colore, poi arriva la Fougez nelle vesti dell’Italia che la libera e le fa indossare una camicia nera. La canzone viene inserita in molte riviste dell’epoca diventando popolarissima, specie sulla bocca delle truppe in partenza per l’invasione dell’Abissinia. In ogni caso, questa versione avrebbe già subito dei ritocchi rispetto a quella originale, che conteneva il verso «vendicheremo noi sullo straniero/ i morti d’Adua e liberamo a te», non gradito al regime fascista in quanto riportava all’attenzione la disfatta italiana di Adua (nel 1896). I versi vennero cambiati col più generico «vendicheremo noi camicie nere/ l’eroi caduti e libberamo a te». Si dice che il Ministero della cultura popolare non gradisca la canzone in quanto fraternizzante con gli abissini, considerati razza inferiore, che vengono posti sullo stesso grado gerarchico degl’italiani. Benché le leggi razziali non siano ancora imposte, i gerarchi fascisti diffidano di quei versi”.

Sempre secondo Wikipedia, “il Ministero della Cultura Popolare, insoddisfatto e fremente per la stesura del testo, a causa dell’ammiccamento a rapporti interrazziali visto che definiva “romana” una ragazza etiope e per il senso troppo spiritoso di alcune parole, la censurò (sebbene le leggi razziali non fossero in vigore), perché in evidente contrasto con i pregiudizi razziali che, ancora negli anni ’30 e fino agli anni ’60, erano presenti nelle opinioni comuni di uomini e governi. In relazione anche al momento storico, delicato e drammatico, il Ministero pretese, tempestivamente, di modificare il testo per ben altre due volte, alterando notevolmente il senso e il significato della canzone, che venne così trasformata in un più rassicurante, per il regime, inno di conquista e di sottomissione degli abissini, notevolmente meno tollerante e scherzoso dell’originale. Infine, vennero eliminate pure tutte le parole e le inflessioni dialettali”.

Ecco, di seguito, le due versioni del celebre ritornello :

Originale

Quanno saremo

insieme a te

noi te daremo

‘n’antra legge

e ‘n’altro re

Versione Minculpop

Quando saremo

vicino a te

noi ti daremo

un’altra legge

e un altro re

Secondo Wikipedia, “molti storici, tra i quali, Angelo Carocci nella Storia del fascismo affermano che Mussolini in persona avesse proposto di metterla al bando a tempo indeterminato, poiché disapprovava i contenuti, seppur già modificati. Successivamente il comico, attore romano Gustavo Cacini vinse una causa per plagio musicale nei confronti di Mario Ruccione, poiché il ritornello “Faccetta nera, bell’abissina…” era persin troppo ispirato dalla sua “La vita è comica presa sul serio, perciò prendiamola come la va…””.

Testo finale

Se tu dall’altipiano guardi il mare,

moretta che sei schiava fra gli schiavi,

vedrai come in un sogno tante navi

e un tricolore sventolar per te.

Faccetta nera, bell’abissina

aspetta e spera che già l’ora si avvicina!

quando saremo insieme a te

noi ti daremo un’altra legge e un altro Re.

La legge nostra è schiavitù d’amore,

il nostro motto è libertà e dovere,

vendicheremo noi camicie nere

gli eroi caduti liberando te!

Faccetta nera, bell’abissina

aspetta e spera che già l’ora si avvicina!

Quando saremo insieme a te,

noi ti daremo un’altra legge e un altro Re.

Faccetta nera, piccola abissina,

ti porteremo a Roma, liberata.

Dal sole nostro tu sarai baciata,

sarai in Camicia Nera pure tu.

Faccetta nera, sarai Romana,

la tua bandiera sarà sol quella italiana!

Noi marceremo insieme a te

e sfileremo avanti al Duce e avanti al Re!